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		<title>Endocrinologia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Endocrinologia]]></category>

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Endocrinologia L&#8217;Endocrinologia è quella vasta branca della medicina che studia tutte le ghiandole a secrezione interna. Le patologie di interesse endocrinologico nei piccoli animali riguardano sostanzialmente: Ipofisi e Ipotalamo, Tiroide , ghiandole surrenali, Pancreas, Apparato Riproduttivo maschile e femminile, Paratiroidi. Le ghiandole producono un secreto che viene immesso nel sangue e prende il nome di [...]]]></description>
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<h2>Endocrinologia</h2>
<p>L&#8217;Endocrinologia è quella vasta branca della medicina che studia tutte le ghiandole a secrezione interna. Le patologie di interesse endocrinologico nei piccoli animali riguardano sostanzialmente: Ipofisi e Ipotalamo, Tiroide , ghiandole surrenali, Pancreas, Apparato Riproduttivo maschile e femminile, Paratiroidi.</p>
<p>Le ghiandole producono un secreto che viene immesso nel sangue e prende il nome di ormone.</p>
<p>Per lo studio e la diagnosi delle patologie endocrine la clinica si avvale di esami di laboratorio (interni ed esterni) e della diagnostica per immagini (Ecografia e TAC).</p>
<p>Le patologie più comunemente riscontrate nel cane e nel gatto sono:</p>
<ul>
<li>A carico dell&#8217; Ipofisi: adenomi acromegalia, neoplasie</li>
<li>Tiroide: ipo e ipertiroidismo</li>
<li>Paratiroidi: iperparatiroidismo primario e secondario e ipoparatiroidismo</li>
<li>Ghiandole surrenali: Morbo di Addison, Malattia di Cushing, Feocromocitoma</li>
<li>Pancreas: Diabete mellito</li>
</ul>
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		<title>Dermatologia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia]]></category>

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La Dermatologia è una branca della medicina veterinaria che si occupa di tutto quello che riguarda la cute, il pelo e gli annessi cutanei (ghiandole). Spesso accade che il pelo o la cute stessa fungano da &#8220;spie d&#8217;allarme&#8221; per notare patologie anche di altra natura che si manifestano con sintomatologia cutanea, soprattutto nelle fasi iniziali. [...]]]></description>
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<p>La Dermatologia è una branca della medicina veterinaria che si occupa di tutto quello che riguarda la cute, il pelo e gli annessi cutanei (ghiandole). Spesso accade che il pelo o la cute stessa fungano da &#8220;spie d&#8217;allarme&#8221; per notare patologie anche di altra natura che si manifestano con sintomatologia cutanea, soprattutto nelle fasi iniziali.</p>
<p>Per citare solo qualche esempio ricordiamo i disturbi metabolici di origine epatica, renale o endocrina, i disturbi di natura allergica e le lesioni autoinflitte da prurito che possono diventare anche molto serie. Per questo motivo è importante che la gestione quotidiana del nostro animale comprenda una particolare attenzione alle condizioni del pelo e della pelle.</p>
<p>Frequenti sono le infestazioni da parassiti esterni (pulci, pidocchi, zecche, acari) e numerose sono le malattie trasmesse da insetti a cui il cane e il gatto sono esposti se non viene effettuata una corretta prevenzione (filaria, erlichia, emobartonella, babesia e molte altre). Con l&#8217;aiuto del medico veterinario è possibile stabilire il protocollo profilattico più adatto ad ogni singolo paziente e garantire al nostro animale un controllo periodico costante.</p>
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		<title>Odontoiatria</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Odontoiatria]]></category>

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Odontoiatria Veterinaria L’odontoiatria veterinaria può essere assimilabile come interventi e tecniche all’odontoiatria umana, con delle sostanziali differenze legate alla diversità di specie ed agli scopi degli interventi stessi. Le maggiori differenze sono legate al fatto che gli animali domestici fanno uso dei denti in maniera generalmente più grossolana rispetto all’uomo e quindi gli interventi di [...]]]></description>
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<div id="testo">
<h1>Odontoiatria Veterinaria</h1>
<p>L’odontoiatria veterinaria può essere assimilabile come interventi e tecniche all’odontoiatria umana, con delle sostanziali differenze legate alla diversità di specie ed agli scopi degli interventi stessi. Le maggiori differenze sono legate al fatto che gli animali domestici fanno uso dei denti in maniera generalmente più grossolana rispetto all’uomo e quindi gli interventi di riparazione devono essere molto robusti. Non possono effettuare da soli “igiene orale” e quindi sono necessari accorgimenti come la somministrazione di alimenti appositamente studiati o l’uso di prodotti e metodiche effettuate dal proprietario che vengano tollerate il più possibile per garantirne la continuità nel tempo. Sopportano difficilmente interventi che fanno loro percepire delle alterazioni sostanziali dell’anatomia dentaria e della masticazione e quindi è estremamente difficile applicare interventi di ortodonzia.<br />
Dal momento in cui sono “domestici” e quindi hanno un’alimentazione necessariamente diversa rispetto al “selvatico”, ma spesso anche a causa di alterazione dei fisiologici rapporti dentali legata alle selezioni di razza, è frequente l’insorgenza di patologie ai denti, gengive, mascella e mandibola, che possono dare dei gravi problemi a livello di organi che apparentemente non sembrerebbero avere alcuna connessione con essi. In particolare tartaro dentario, gengiviti, carie trascurate, piorree, sono spesso responsabili di problemi cardiaci, epatici, renali e anche cutanei, legati all’assorbimento di batteri e tossine, nonché gastroenterici e anche muscolari, legati all’alterazione della masticazione ed alla deglutizione continua di batteri potenzialmente patogeni. Di non trascurabile importanza anche la possibile trasmissione, tramite il contatto con la saliva, di batteri potenzialmente patogeni anche all’uomo, specialmente ai bambini o alle persone anziane.<br />
La moderna odontoiatria veterinaria con l’applicazione di sempre nuove tecniche non si limita più, per fortuna, ai soli interventi di ablazione del tartaro dentario, ma permette anche di eseguire interventi mirati e personalizzati sulla base della specie e delle caratteristiche dell’animale. Questo permette di effettuare interventi di profilassi dentale più accurati e volti a conservare il più possibile gli elementi dentali e la loro anatomia onde evitare alterazioni della masticazione ed altri problemi ad essa connessi.<br />
Purtroppo, a volte, l’intervento dell’odontoiatra viene richiesto tardivamente e al veterinario curante non resta che fare delle scelte drastiche, come ad esempio l’estrazione di denti malati o interventi sulla mandibola o sulla mascella per curare infezioni profonde.<br />
E’ per questo motivo che è estremamente importante effettuare visite di prevenzione, onde controllare lo stato della bocca dell’animale, evitare il degenerare di situazioni ancora facilmente risolvibili con interventi poco invasivi, insegnare eventualmente le metodiche necessarie per garantire una sufficiente igiene orale.</p>
<div id="testo">
<h1>Igiene Orale</h1>
<p>Per “igiene orale” si intende non solo l’ablazione del tartaro dentario e tutte le operazioni necessarie a ripristinare il normale stato della bocca, denti e gengive praticate dal veterinario, ma anche tutti gli accorgimenti e le manualità che possono essere attuate dal proprietario onde mantenere sano il più a lungo possibile il cavo orale del proprio animale. Per mantenere i denti e le gengive sane è fondamentale evitare che si depositino placca e tartaro sui denti e soprattutto che quest’ultimo non debba andare a infiammare le gengive e infiltrarsi al di sotto di esse.</p>
<p><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/igieneorale.png" alt="igieneorale" /></p>
<p>Quando ciò accade si creano tasche gengivali, piorree, retrazioni gengivali con esposizione dell’osso ed è a quel punto che inizia tutta una concatenazione di eventi che porta, non solo in ultima analisi alla perdita degli elementi dentari, ma anche, molto prima, ad una autointossicazione, un assorbimento di batteri che vanno in circolo e che possono pregiudicare, in alcuni casi anche gravemente, la salute dell’animale. Per potere capire il perché e la portata del problema non bisogna soffermarsi alla gengivite visibile all’esterno dell’arcata dentaria, ma tenere conto che il dente è totalmente circondato da gengiva, i denti sono tanti e quando un numero elevato di denti è affetto da problemi parodontali la superficie di tessuto infetta diventa rilevante, paragonabile quasi ad un’infezione che colpisca un polso. Ma riprendendo il discorso dove l’abbiamo lasciato, in natura sia il cane che il gatto, afferrano il pezzo di carne (o parti della preda) con gli incisivi e i canini e, trattenendolo a terra con gli arti anteriori, cercano di strapparlo verso l’alto. Oppure, usando i molari e i premolari (in particolare i denti carnassiali o ferini), cercano di lacerare il pezzo “masticandolo”, grazie alla particolare conformazione a “lama” dei denti e l’intersecazione “a forbice” degli stessi. Usando i denti in questo modo, si ottiene il duplice effetto di mantenere i legamenti che uniscono i denti all’osso ben saldi e i denti e le gengive puliti per detersione della placca di tipo “meccanico”. Difficilmente un cane o un gatto che vive in un appartamento avranno occasione di nutrirsi in questo modo, a meno che non si sia dei “naturalisti” convinti e si accetti l’idea di avere in giro per la casa pezzi di ossa o muscoli mezzo masticati. Questa pratica è quindi ottima, estremamente gratificante sia per il cane che per il gatto, ma a patto che vivano all’aperto e che vengano abituati a ricevere ogni tanto pezzi di carne cruda, meglio se ricca di legamenti, dai 3 mesi di età in su. E per i nostri animaletti di casa? Per quanto il sistema migliore in assoluto sia l’uso dello spazzolino e del dentifricio per animali (che non causa problemi anche se ingerito), essendo un “semi-naturalista” non consiglio di applicarlo se non quando non ci sono già dei problemi che giustifichino una pratica molto impegnativa per il proprietario e poco tollerata dall’animale. Per dovere, in quanto a volte è assolutamente necessario, darò delle indicazioni in merito: innanzitutto l’animale deve essere abituato sia allo spazzolino che al dentifricio, quindi l’approccio deve essere graduale, difficilmente si riesce subito a pulire tutti i denti. Si inizia dai canini e dai premolari superiori o inferiori di un lato, facendo assaggiare il dentifricio, che comunque viene usato in piccola quantità perché l’azione principale di detersione della placca è quella meccanica dello spazzolino, ponendosi di lato all’animale e dietro di esso, in maniera da non spaventarlo “affrontandolo” con lo spazzolino in mano. Quindi, se si tratta di un gatto, può essere messo in grembo con la schiena rivolta verso il nostro stomaco. Se si tratta di un cane di piccola taglia è meglio metterlo sopra un tavolo. Se si tratta invece di un cane di grossa taglia, bisogna inginocchiarsi accanto a lui. A questo punto bisogna sollevare il labbro, scoprire i canini e massaggiare delicatamente tutta la superficie dentale. Lo spazzolino deve essere usato facendo in modo che le setole partano dalla gengiva e vadano verso l’estremità libera del dente, quindi, come si dice, “dal rosso al bianco”, con movimenti rotatori del polso, mai trasversalmente alla superficie del dente o dal “bianco al rosso”, perché le setole potrebbero “spingere” la placca al di sotto della gengiva e/o tra un dente e l’altro.<br />
Appoggiando le setole sulle gengive, come punto di partenza della rotazione, si ottiene anche l’effetto di massaggiarle. Per capire i punti dove si deve insistere un po’ di più, occorre sapere che la placca si “mineralizza” maggiormente e si trasforma in tartaro dove sboccano le ghiandole salivari (perché la saliva è ricca di sali minerali) e quindi soprattutto a livello dei premolari superiori. Un altro punto in cui si produce facilmente tartaro è alla base dei canini, sia superiori che inferiori, perché, non alimentandosi come un animale “selvatico”, la placca non viene praticamente mai allontanata meccanicamente. Un altro accorgimento: ogni animale mastica preferibilmente su di un solo lato, basta quindi osservare il lato della bocca dove tende a formarsi maggiormente la placca, dove i denti appaiono più “gialli”, quello è il lato dove si deve insistere di più, perché la masticazione stessa del cibo ha già l’effetto di rimuovere la placca. In alcuni casi, soprattutto dopo un intervento di detartrasi con gengivite, oppure nei casi di gengiviti croniche, può essere necessario effettuare l’operazione una volta al giorno, anche per lunghi periodi, associando un’alimentazione morbida o, nei casi meno gravi, alimenti preconfezionati secchi con formulazioni particolari, contenenti enzimi in grado di rallentare la formazione della placca.<br />
Ritornando a metodi meno “traumatizzanti”, il trucco per mantenere i denti puliti è sfruttare le caratteristiche di detersione meccanica di alcuni cibi. Se l’animale viene alimentato con alimentazione cosiddetta “casalinga”, basta aggiungere nella dieta dei grossi pezzi di pane secco (nel cane, perché solitamente il gatto non li degna di uno sguardo) oppure dare dei pezzi di carne cotta più grossolani. Se invece viene usata una dieta preconfezionata, per non alterarne la composizione, si possono usare dei mangimi appositamente studiati che, essendo composti da crocchette di maggiori dimensioni, costringono l’animale a masticare più a lungo. Si possono usare le crocchette di quel tipo anche come premio e quindi non somministrarle esclusivamente come cibo; oppure, sempre come premio usare delle barrette apposite. L’importante è far sì che, più volte al giorno, l’animale domestico debba adoperare i denti, se non come l’animale selvatico, nella maniera che più si avvicina all’uso che ne farebbe allo stato naturale, sfruttando cioè l’azione meccanica di detersione della placca del cibo stesso.</p>
<h1><strong>Detartrasi</strong></h1>
<p>L’ablatore a ultrasuoni è l’apparecchio più usato per l’asportazione del tartaro dentario sopragengivale (foto 1). Gli ultrasuoni, generati da un particolare dispositivo, mettono in vibrazione la punta ricurva dell’apparecchio causando lo sgretolamento del tartaro (foto 2). Dal momento che l’asportazione avviene per disgregazione, la superficie del dente resta ruvida e quindi la placca potrebbe nuovamente depositarsi con estrema facilità. Il tartaro, che non è nient’altro che la mineralizzazione della placca ad opera dei sali minerali contenuti nella saliva, si riformerebbe quindi facilmente se non si procedesse alla levigatura del dente, la cosiddetta “lucidatura”(foto 3). La lucidatura viene fatta normalmente con l’uso di paste abrasive fluorate da profilassi dentale. Il risultato finale (foto 4) deve essere comunque conservato mediante la profilassi dentale effettuata dal proprietario, mediante la somministrazione di cibi “fibrosi” o mangimi appositi o anche, in determinati casi, l’uso di gel o dentifrici specifici, associati eventualmente all’uso dello spazzolino.</p>
<p><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/detrartrasi.png" alt="detrartrasi.png" /></p>
<div id="testo">
<h1><strong>Patologie parodontali</strong></h1>
<p>Le parodontopatie sono le patologie che colpiscono i tessuti circostanti il dente. Sono per la maggior parte causate dalla infiammazione delle gengive ad opera della placca batterica e del tartaro dentario che da sopragengivale diventa sottogengivale, “infiltrandosi” al di sotto delle gengive stesse. La gengiva è un tessuto che potrebbe essere paragonato a una guarnizione: quando è sana isola la parte del dente usata nella masticazione del cibo da quella a contatto con l’osso (non visibile normalmente). Se la gengiva si infiamma, perde la sua aderenza con il dente e quindi si forma una specie di tasca tutto intorno al dente detta tasca parodontale (foto 1). La tasca parodontale può peggiorare al punto da provocare infezioni alle strutture di sostegno del dente e quindi anche dell’osso con la comparsa di ascessi, aumento della mobilità e addirittura perdita del dente stesso. Questo è il motivo per cui anche la semplice comparsa di gengive arrossate, con presenza o meno di tartaro dentario, giustifica la scelta di far visitare il proprio animale ad un odontoiatra veterinario. La visita permette di adottare tutte le strategie o eventualmente le cure necessarie a prevenire il peggioramento di una situazione che potrebbe portare a delle conseguenze anche gravi, non solo alla bocca ma addirittura a tutto l’organismo per l’assorbimento a livello di gengive di batteri e tossine. La cura delle tasche parodontali si effettua tramite il courettage sottogengivale. Si misura prima la tasca con una sonda graduata (foto 2), poi si usa uno strumento manuale tagliente, detto courette (foto 3), che va ad asportare il tessuto gengivale malato ed infetto ed il tartaro sottogengivale. Perché il trattamento possa essere efficace, è necessario asportare, con pazienza certosina, tutta la parte di gengiva malata e tutto il tartaro sottogengivale, levigando la radice del dente. Si effettua poi un lavaggio, con soluzioni apposite (foto 4), per asportare anche il più piccolo frammento residuo ed infine si applica il cosiddetto “impacco gengivale”. In odontoiatria umana si usano diversi tipi di impacco come ad esempio paste auto indurenti applicate sulle gengive dei denti trattati e, più recentemente, impacchi in gel. Il primo tipo di impacco è praticamente inapplicabile in odontoiatria veterinaria perché c’è il rischio che l’animale debba rimuoverlo e ingerirlo, si applicano così dei gel che hanno la caratteristica di essere molto vischiosi (foto 5) e di avere una notevole muco adesività. Praticamente il gel si comporta un po’ come la placca batterica ma con, ovviamente, effetti completamente diversi. Il gel viene applicato all’interno della tasca e lasciato debordare all’esterno della gengiva (foto 6), ha la funzione di chiudere la tasca appena trattata e impedire così la penetrazione di placca, batteri e residui alimentari per il tempo sufficiente alla guarigione. Nell’arco di 7-14 giorni, la gengiva si disinfiamma e torna nuovamente ad aderire alla radice del dente. Generalmente il margine gengivale si ritrae e la profondità della tasca diminuisce. Questo non vuol dire che c’è una rigenerazione dei tessuti malati, ma si crea una condizione di stabilità. E’ importante sottolineare che in questo tipo di patologie, più che in altre del cavo orale, è di fondamentale importanza la collaborazione del proprietario nell’effettuare le cure post operatorie e, per evitare recidive, è necessario mantenere una buona igiene orale e programmare controlli periodici.</p>
<p><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/patologieparodontali.jpg" alt="patologieparodontali.jpg" /></p>
<h1>Frattura del canino.</h1>
<p>La frattura di un dente e nella fattispecie del canino (foto 1), è una delle patologie dentali più frequenti. Quasi sempre di origine traumatica, rappresenta uno dei casi che richiedono, se la polpa dentaria risulta esposta, un intervento abbastanza tempestivo, in quanto la polpa si infetta e va incontro a morte (necrosi). Il progredire della necrosi e di conseguenza dell’infezione fino all’apice del dente, che è quella porzione racchiusa dentro l’osso, può avvenire anche entro 12 ore. La conseguenza è la possibile formazione di granulomi e ascessi in tempi più o meno variabili ma con conseguenze sull’osso che sono facilmente immaginabili. La differenza fondamentale con la stessa patologia riscontrabile nell’uomo, sta nella manifestazioni del dolore, che negli animali è molto più attenuata ( a meno che non sia un cucciolo). Questo rende il tutto molto più insidioso perché le radici dentarie degli animali sono proporzionalmente molto più lunghe, si estendono molto di più dentro l’osso e quindi la formazione di un granuloma, che è generalmente un fenomeno subacuto o cronico (si forma di solito in tempi non brevi), può fare danni molto maggiori, con indebolimento notevole dell’osso. In casi gravi si può addirittura arrivare alla frattura, soprattutto se è coinvolta la mandibola. La cura migliore in questi casi è la devitalizzazione, che consiste nella asportazione totale della polpa dentaria e in una sorta di “sigillatura” del dente, che permette di isolarlo dall’osso sottostante tranne che per la sua porzione più esterna, costituita dal legamento che lo fissa all’alveolo. In questo modo il dente viene conservato, evitando così problemi di masticazione e nello stesso tempo eliminando la comunicazione tra l’esterno e l’osso sottostante. Per prima cosa si esegue una radiografia (foto2), per valutare le condizioni generali del dente fratturato; poi si esegue una odontoplastica (foto3), che consiste in un rimodellamento del dente per ridargli una forma il più possibile simile a quella originaria. Questo procedimento permette di togliere gli spigoli taglienti della frattura, che potrebbero ferire le labbra o la lingua e ridare quella forma che permette di conservare la funzionalità del dente nella masticazione. Il passo successivo consiste nella asportazione totale della polpa dentaria con attrezzi particolari, nel rimodellamento del canale pulpare e nel suo lavaggio con soluzioni apposite. Dopo aver asciugato perfettamente il canale con dei coni di carta assorbente si applica, con un attrezzo specifico, del cemento canalare e dei coni di guttaperca (foto 4) che hanno la funzione di farlo aderire perfettamente alle pareti del canale pulpare. Finita la devitalizzazione è necessario eseguire una radiografia per verificare che il canale sia stato perfettamente chiuso (foto 5). A questo punto si procede con l’otturazione del dente. Per quanto presenti sul mercato da svariati anni i compositi resinosi estetici hanno raggiunto solo di recente una durezza e una robustezza paragonabile allo smalto. Prima dell’avvento di questi compositi di ultima generazione era preferibile utilizzare sugli animali domestici il vecchio amalgama d’argento, notevolmente più robusto. Attualmente si può utilizzare tranquillamente i compositi per otturazione estetica, che hanno il vantaggio non solo di essere “estetici”, ma anche di essere più facilmente modellabili dell’amalgama. Dopo aver preparato la sede dove applicare il composito, la cosiddetta “cavità” (foto 6), si applica il prodotto a più strati (foto 7), polimerizzandolo e quindi facendolo indurire con una fonte di luce appositamente studiata (foto 9). Alla fine del procedimento si leviga perfettamente la superficie dell’otturazione per arrivare al risultato finale (foto 10).</p>
<p><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/caso1.png" alt="caso1.png" /><br />
<img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/caso2.png" alt="caso2.png" /></p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Degenza</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:05:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Degenza Per degenza si intende il ricovero del nostro piccolo amico. Nella nostra struttura è possibile ricoverare cani gatti e ogni tipo di esotici ( roditori e rettili e uccelli). Personale medico e paramedico è sempre disponibile per prestare tutte le cure necessarie dall&#8217;assistenza igienica e alimentare a quella medica specialistica. Il ricovero costituisce un [...]]]></description>
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<h1>Degenza</h1>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-124" title="degenza1" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2011/09/degenza1.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Per degenza si intende il ricovero del nostro piccolo amico.<br />
Nella nostra struttura è possibile ricoverare cani gatti e ogni tipo di esotici ( roditori e rettili e uccelli). Personale medico e paramedico è sempre disponibile per prestare tutte le cure necessarie dall&#8217;assistenza igienica e alimentare a quella medica specialistica. Il ricovero costituisce un reparto particolarmente importante della nostra clinica in quanto riteniamo che il benessere psicologico del nostro paziente è importante quanto quello fisico.</p>
<p>Ogni box è dotato di comfort specifico dalle coperte antidecubito , ai cuscini per i cani più esigenti ai rifugi per gatti più nervosi, è possibile portare da casa oggetti preferiti quali coperte o giochini o comunque qualsiasi cosa sia necessaria per farlo sentire meno solo. Le visite sono ammesse anche giornalmente e compatibilmente con la patologia è possibile per il proprietario trascorrere del tempo in una stanza da solo con lui per rendere la visita più rilassante. Le viste vanno comunque accordate con il medico curante e per non creare disagio a nessuno non sono ammesse viste improvvisate. Comunque tutti i giorni il medico referente o chi per lui è disponibile per aggiornamenti e chiarimenti.</p>
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<td><img class="alignnone size-medium wp-image-128" title="degenza3" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2011/09/degenza3.jpg" alt="" width="300" height="225" /></td>
<td width="50%">Anche le diete sono personalizzate , è possibile richiedere un menù casalingo o portare da casa i suoi piatti preferiti altrimenti sono serviti alimenti secchi o umidi di qualità e appropriati alla patologia del ricovero. In caso di animali molto esigenti la dietologa stabilirà menù personalizzati.</td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td width="906"> </td>
</tr>
<tr>
<td><img class="alignnone size-medium wp-image-128" title="degenza4" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2011/09/degenza4.jpg" alt="" width="300" height="225" /></td>
<td width="50%">Almeno tre volte al giorno i cani sono portati in passeggiata e quando è possibile amicizie fra degenti sono incoraggiate ed è possibile trascorrere anche del tempo insieme sotto la sorveglianza infermieristica.</td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td width="906"> </td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td width="906"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Una infermiera specializzata è responsabile di accudire i pazienti sorvegliando sulle loro condizioni generali e segnalando al medico curante ogni possibile variazione di appetito o di salute. Tutti i giorni medici provvedono alle visite cliniche e dispongono l’esecuzione di esami clinici o variazioni terapeutiche.<br />
Ogni box può essere munito di una pompa ad infusione per erogare una quantità stabilita di liquidi per via endovenosa distribuendoli nell’arco delle 24 ore, di una lampada riscaldante e ossigenoterapia.</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><img title="degenza5" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2011/09/degenza5.jpg" alt="" width="300" height="163" /></td>
<td width="50%">Pompa da infusione e lampada riscaldante</td>
</tr>
<tr>
<td><img class="alignnone size-medium wp-image-128" title="degenza2" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2011/09/degenza2.jpg" alt="" width="300" height="225" /></td>
<td width="50%">In caso di necessità il paziente può essere spostato in una gabbia ad ossigeno dove è garantita una concentrazione stabilita di ossigeno in un ambiente controllato per umidità e temperatura.</td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td width="906"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per gli animali affetti da malattie infettive, la Clinica dispone di un locale dedicato ed attrezzato in un’apposita ala della struttura nella quale fornire tutte le cure necessarie.</p>
<p>In caso di pazienti affetti da malattie infettive od infestive trasmissibili ad altri animali, l&#8217;animale viene ricoverato in isolamento &#8211; locale speciale, lontano dagli altri animali e seguito con modalità speciale.</p>
<p>Esotica</p>
<p>WebCam</p>
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		<title>Esami di Laboratorio</title>
		<link>http://www.clinicaviaemilia.it/2011/03/20/esami-di-laboratorio/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esami di Laboratorio]]></category>

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Si definisce esame di laboratorio ogni procedura diagnostica che, per essere espletata, ha bisogno del trinomio: PAZIENTE-CAMPIONE BIOLOGICO-LABORATORIO. L’esito di un esame di laboratorio è il “RISULTATO”. Nell’esame di laboratorio, pertanto, non esiste necessariamente un rapporto diretto tra il medico ed il paziente. Si ricorre all’intervento di un sanitario esclusivamente ove necessiti di prelevare senza [...]]]></description>
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<p>Si definisce esame di laboratorio ogni procedura diagnostica che, per essere espletata, ha bisogno del trinomio: PAZIENTE-CAMPIONE BIOLOGICO-LABORATORIO. L’esito di un esame di laboratorio è il “RISULTATO”.</p>
<p>Nell’esame di laboratorio, pertanto, non esiste necessariamente un rapporto diretto tra il medico ed il paziente. Si ricorre all’intervento di un sanitario esclusivamente ove necessiti di prelevare senza rischi il materiale biologico (es. prelievo di sangue, tamponi biologici ecc.).</p>
<p>Gli esami di laboratorio sono cosi suddivisi:</p>
<ul>
<li>Analisi Cliniche e di laboratorio</li>
<li>Esami di Genetica Medica</li>
<li>Citologia</li>
<li>Istologia</li>
<li>Veterinaria</li>
<li>Esami tossicologici</li>
</ul>
<p>CHIMICA SIERICA</p>
<p><strong>Azoto ureico (BUN):</strong> è un prodotto del catabolismo proteico ed è eliminato dai reni. Il suo valore si innalza a causa di ogni condizione che da riduzione della filtrazione renale o quando aumenta il catabolismo proteico. Tutto ciò può dipendere da cause prerenali (cioè non riguardanti direttamente patologie del rene) come malattie cardiache, iposurrenalismo o emorragie gastroenteriche; da cause renali (patologie legate direttamente al rene come l’usura o tumori); da cause post renali come l’ostruzione uretrale o le lacerazioni della vescica.</p>
<p><strong>Creatinina (CREA):</strong> è un prodotto non proteico azotato del metabolismo muscolare. Come per l’azoto ureico i suoi valori sierici si innalzano per ogni condizione che provoca un ridotto tasso di filtrazione renale, ma aumenta più lentamente rispetto alla BUN.</p>
<p><strong>Glucosio (GLU):</strong> la sua concentrazione è influenzata dalla dieta, dalla sua produzione epatica e dalla quantità di insulina circolante. L’iperglicemia può essere causata da diabete mellito, stress (soprattutto nel gatto) e convulsioni. L’ipoglicemia può essere causata da neoplasia pancreatica o grave sforzo. A volte è soltanto frutto di una errata conservazione dei campioni di sangue.</p>
<p><strong>Colesterolo (COL): </strong>è prodotto principalmente dal fegato ed è escreto con la bile. Il suo aumento può essere causato dall’occlusione biliare o da patologie renali che causano perdite di proteine nell’urina. I suoi livelli ematici sono influenzati anche dalla dieta e dall’esercizio.</p>
<p><strong>Bilirubina (BilT): </strong>la bilirubina è un pigmento biliare derivato dal catabolismo dell’emoglobina. Il suo aumento è causato da una patologia che causa emolisi (distruzione dei globuli rossi) o da ostruzione del dotto biliare.</p>
<p><strong>Calcio (Ca):</strong> i livelli di calcio plasmatico sono influenzati dalla dieta, dai livelli degli ormoni endogeni e dai livelli delle proteine sieriche. Aumenta in caso di tumori ossei, pseudoiperparatiroismo, iperparatiroidismo, ipervitaminosi D, e iperproteinemia. Una diminuzione dei livelli sierici di calcio si può verificare nella pancreatite necrotizzante, nell’ipoproteinemia e nella tetania puerperale.</p>
<p><strong>Fosforo (P):</strong> i suoi livelli sono influenzati dalla dieta, dai livelli ormonali endogeni e dalla funzionalità renale. Livelli elevati di fosforo e di creatinina indicano infatti una grave malattia renale e di lunga durata.</p>
<p><strong>Sodio (Na): </strong>si trova nel liquido extracellulare e nell’osso. La sua concentrazione sierica è controllata dall’ormone aldosterone che promuove la sua escrezione dal rene. Bassi livelli di sodio sono causati dalla sua mancata introduzione con la dieta, da diarrea, da vomito, da una malattia renale, dal diabete mellito e dall’iposurrenalismo (morbo di Addison). Il suo aumento è raro, ma può esser causato dalla disidratazione.</p>
<p><strong>Potassio (K): </strong>si trova nel liquido intracellulare ed è escreto dai reni sotto l’influenza dell’aldosterone. Alti livelli di potassio sono causati da insufficienza renale, ostruzione renale, disidratazione e da iposurrenalismo (morbo di Addison) e possono causare l’arresto cardiaco. Bassi livelli sierici di potassio sono invece legati a grave vomito o diarrea, ipersurrenalismo ed alcalosi e possono provocare debolezza.</p>
<p><strong>GPT/ALT:</strong> questo enzima è presente in grande quantità negli epatociti di cane e gatto. La sua presenza nel siero indica una patologia epatica. Cause di un suo aumento sono: necrosi epatica, neoplasia epatica, lipidosi epatica, anemia ed epatite. Dopo un insulto epatico i livelli di GPT restano elevati per più di una settimana.</p>
<p><strong>GOT/AST: </strong>è presente in parecchi tessuti, specialmente nel fegato, muscolo cardiaco e muscolo scheletrico. Quindi aumenta in caso di danno a questi organi.</p>
<p><strong>Amilasi: </strong>enzima del pancreas che converte l’amido in maltosio. La necrosi pancreatica o l’occlusione duttale provocano un suo aumento così come le infiammazioni dell’intestinuo tenue e una malattia renale che ne riduce l’escrezione urinaria.</p>
<p><strong>Lipasi: </strong>enzima del pancreas che metabolizza gli acidi grassi a catena lunga trasformandoli in quelli a catena corta e colesterolo. Aumenta in caso di necrosi pancreatica, infiammazione dell’intestino tenue ed a una malattia renale che ne riduce l’escrezione nelle vie urinarie.</p>
<p><strong>Fosfatasi alcalina ALP/ALKP: </strong>è un enzima che si trova in alte concentrazioni nel fegato e nell’osso. La stasi biliare e l’ostruzione del dotto biliare ne provocano un aumento notevole, mentre il rimaneggiamento osseo ne provoca un lieve aumento. Negli animali giovani o negli animali fratturati un suo lieve aumento è fisiologico proprio per questo motivo.</p>
<p><strong>CK/CPK:</strong> le sue più alte concentrazioni si trovano nel sistema nervoso centrale, nel muscolo cardiaco e in quello scheletrico. I danni ai muscoli scheletrici sono le normali cause di aumento di questo enzima.</p>
<p><strong>Albumine (Alb):</strong> è una proteina che influenza la pressione oncotica del sangue, trasporta gli acidi grassi e lega molti farmaci. I livelli sierici dell’albumina diminuiscono nel digiuno, nelle parassitosi, nelle malattie da malassorbimento cronico, nella malattia epatica cronica, e nella glomerulonefrite acuta. Può aumentare in caso di grave disidratazione. Bassi livelli di albumina prolungano gli effetti di un’anestesia barbiturica.</p>
<p><strong>Globuline:</strong> le globuline alfa, beta e gamma costituiscono le globuline. Le alfa trasportano i lipidi, le beta possono trasportare il ferro, mentre le gamma sono gli anticorpi. Soprattutto queste ultime possono modificarsi a seconda di varie condizioni: aumentano nel corso di infezioni, linfoma, mieloma multiplo e diminuiscono nell’immunodeficienza.</p>
<p><strong>Proteine Totali (PT): </strong>diminuiscono nel corso di malattia renale, in quella epatica, nel digiuno e nel malassorbimento. Aumentano in caso di disidratazione grave, nel linfoma, nel mieloma multiplo e nelle infezioni.</p>
<p><strong>ESAME EMOCROMOCITOMETRICO</strong></p>
<p>Un esame emocromocitometrico completo consiste nel conteggio totale dei globul bianchi, nella differenziazione specifica dei tipi di globuli bianchi, nel conteggio dei globuli rossi, dei globuli rossi nucleati, delle piastrine e dei reticolociti.</p>
<p><strong>Eritrociti:</strong> trasportano ossigeno e anidride carbonica nel sangue. La loro carenza si chiama anemia ed è associata a svariate patologie (infiammazioni, malattie autoimmuni, parassitosi, tumori, ecc.)<br />
<img title="image005" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/image005.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Conteggio totale e differenziale dei globuli bianchi: </strong>il numero complessivo dei globuli bianchi è dato dal numero dei neutrofili, linfociti, eosinofili, monociti e basofili. Il numero di ogni tipo cellulare viene riportato come percentuale del conteggio totale dei globuli bianchi, i numeri assoluti di ogni tipo cellulare sono determinati dalla moltiplicazione della percentuale per il conteggio totale dei globuli bianchi. Di seguito la descrizione dei tipi di globuli bianchi.</p>
<p><strong>Neutrofili: </strong>fagocitano i materiali estranei e distruggono i batteri. Un aumento del numero di neutrofili immaturi (banda) indica un elevato stimolo infiammatorio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-141" title="image001" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/image001.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Linfociti: </strong>i linfociti producono gli anticorpi che contribuiscono alla difesa dell’organismo.</p>
<p><img title="image002" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/image002.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Monociti: </strong>la loro principale funzione è quella di fagocitare materiali estranei e detriti cellulari.</p>
<p><strong>Eosinofili: </strong>un aumento del loro numero si verifica in presenza di una malattia allergica, nelle parassitosi, nella gastroenterite, nell’iposurrenalismo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-141" title="image004" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/image004.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Basofili: </strong>queste cellule sono molto rare nei cani e nei gatti. Si trovano in condizioni associate alla formazione di trombi, iperlipemia, filariosi e ipersurrenalismo.</p>
<p><strong>Reticolociti: </strong>sono globuli rossi immaturi che se colorati con blu di metilene mostrano un evidente materiale nucleare intracitoplasmatico. Sono più grossi dei G.R. maturi. Un loro aumento si ha in caso di anemia come risposta rigenerativa.</p>
<p><strong>Globuli rossi nucleati: </strong>indicano una risposta rigenerativa. Sono globuli rossi con all’interno un nucleo.</p>
<p><strong>Piastrine: </strong>sono corpuscoli attivi durante la coagulazione.</p>
<p><strong>ESAME DELLE URINE</strong></p>
<p>L’urina è il prodotto di vari progetti metabolici e la sua analisi riflette patologie prerenali, renali o postrenali.</p>
<p><strong>pH: </strong>l’urina del cane e del gatto è normalmente acida poiché si nutrono spesso di carne. Diventa alcalina in caso di cistite, ostruzione uretrale ecc.</p>
<p><strong>Peso specifico: </strong>misura la capacità dei reni di concentrare o diluire le urine.</p>
<p><strong>Proteine (albumine): </strong>non sono di solito presenti nelle urine, solo in caso di grandi sforzi con peso specifico alto. Se sono presenti con peso specifico basso e sedimento inattivo hanno un significato patologico.</p>
<p><strong>Glucosio: </strong>non è normalmente presente nelle urine. Se lo si rinviene ha un significato patologico (diabete mellito in primis).</p>
<p><strong>Bilirubina: </strong>presente normalmente in piccole quantità, la sua presenza abbondante indica malattia che provoca ittero.</p>
<p><strong>Urobilinogeno: </strong>la su a assenza indica ostruzione del dotto biliare.</p>
<p><strong>Eritrociti: </strong>la loro presenza indica ematuria, quindi una patologia che provoca emorragia nel tratto urogenitale.</p>
<p><strong>Leucociti:</strong> presenti in piccolo numero fisiologicamente. Se aumentano c’è presenza di inezione delle vie urogenitali.</p>
<p><strong>Cilindri: </strong>ammassi similproteici che indicano sofferenza renale. Si formano nei tubuli renali e precipitano nelle urine.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-141" title="image006" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/image006.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Cristalli:</strong> la loro presenza è legata al pH delle urine, alla dieta, alla razza, alle infiammazioni.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-141" title="image007" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/image007.png" alt="" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-141" title="image008" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/image008.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Batteri:</strong> normalmente l’urina è sterile. La presenza di batteri indica infezione.</p>
<p>Esame Feci</p>
<p>Citologia</p>
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		<title>Ozono Terapia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ozono Terapia]]></category>

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		<description><![CDATA[<!--Searching /home/mhd-01/www.clinicaviaemilia.it/htdocs/wp-content/plugins/random-image: found 10 images in 6.8999999999986E-5 seconds-->
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Cos&#8217;è l&#8217;Ozono Apparecchio per l&#8217;ozono terapia L&#8217;Ozono (O3) è la forma triatomica dell&#8217;ossigeno (O2). In natura l&#8217;ozono si crea tramite i raggi ultravioletti e tramite il lampo che riesce a dare l&#8217;Energia necessaria in modo che 3 molecole di Ossigeno diventino 2 molecole di ozono: 3 O2 + En = 2 O3 In medicina l&#8217;ozono [...]]]></description>
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<h2>Cos&#8217;è l&#8217;Ozono</h2>
<p>Apparecchio per l&#8217;ozono terapia<br />
<img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/biozomat.png" alt="Apparecchio per l'ozono terapia" /></p>
<p>L&#8217;Ozono (O3) è la forma triatomica dell&#8217;ossigeno (O2).<br />
In natura l&#8217;ozono si crea tramite i raggi ultravioletti e tramite il lampo che riesce a dare l&#8217;Energia necessaria in modo che 3 molecole di Ossigeno diventino 2 molecole di ozono:</p>
<p>3 O2 + En = 2 O3</p>
<p>In medicina l&#8217;ozono viene prodotto da apposite macchine che utilizzano come fonte di ossigeno le bombole di Ossigeno medicale (puro) lo trasforma in ozono che sotto forma di gas viene prelevato dall&#8217;operatore.</p>
<h2>Metodi di Applicazione</h2>
<p>Diverse sono le metodologie di applicazione dell&#8217;ozono. Dal medico dipende la scelta dell&#8217;applicazione e il dosaggio (espresso in microgrammi per millilitro) in base alla patologia e alle condizioni del cane. I principali metodi per somministrare l&#8217;Ozono sono :</p>
<p><span>Grande Autoemotrasfusione:</span> <span>(GAET), consiste nel prelevare una grande quantità di sangue dal cane in rapporto al suo peso corporeo e allo stress ossidativo in cui si trova (circa 3ml /KG). Generalmente in un cane sopra i 20 Kg il prelievo avviene tramite una sacca da trasfusione e dalla vena giugulare mentre in cani più piccoli si utilizzano siringhe opportunamente eparinizzate. Il sangue viene poi miscelato con un&#8217;adatta quantità di ossigeno ozono in un rapporto di 1:1, ad una concentrazione stabilita dal medico in base alla patologia. Dopo aver effettuato la miscela e aver osservato il cambiamento di colore (da rosso scuro a rosso brillante) il sangue viene reinfuso al paziente. Alla reinfusione segue una flebo di soluzione fisiologica (NaCl) arricchita di Vit.C e del gruppo B per modulare lo stress ossidativo sfruttando le proprietà antiossidanti di queste vitamine e un cocktail di farmaci omotossicologici specifici per la patologia del paziente. Durata del trattamento è di circa 1, 1 ½ ora, in cui il cane effettuato il prelievo, si troverà comodamente sdraiato su un cuscino senza subire alcun dolore. </span></p>
<table border="0" width="90%" align="center">
<tbody>
<tr>
<td>Ozono Terapia</td>
<td>Ozono Terapia</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/ozono01.png" alt="ozono terapia" /></td>
<td><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/ozono02.png" alt="ozono terapia" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span>Piccola Autoemoterapia: </span><span>(PAET), consiste nel prelevare una piccola quantità di sangue dal cane (circa 0,5ml /KG) prelevandolo da una vena periferica tramite una siringa opportunamente eparinizzata e aggiungendo una uguale quantità di gas ad una concentrazione stabilita. L&#8217;intera siringa viene poi iniettata nel muscolo del cane/gatto. Durata del trattamento è di 20 minuti circa solitamente è ben tollerato. </span></p>
<p><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/ozono03.png" alt="ozono terapia" /></p>
<p><span>Insufflazione rettale:</span> <span>tramite un catetere si introduce direttamente il gas nel retto ad una quantità e ad una concentrazione stabilita da caso a caso, tramite l&#8217;assorbimento dal plesso venoso rettale è possibile così avere anche un effetto sistemico. Durata del trattamento 10-15 minuti eseguendo una insufflazione lenta e delicata in modo da non creare disagio nel paziente. </span></p>
<p><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/ozono04.png" alt="ozono terapia" /></p>
<p><span>Insufflazione vescicale: </span><span>tramite un catetere vescicale e sotto guida ecografica, dopo opportuno svuotamento si introduce lentamente del gas in vescica. Questa tecnica richiede un paziente consensiente e se è così può svolgersi senza particolare disagio anche in 15 minuti. </span><br />
<span>Iniezione sottocutanea: </span><span>si inietta lentamente il gas in prossimità della lesione da trattare. Si ottiene così un effetto antalgico, antibatterico e rivascolarizzante. </span><br />
<span>Intramuscolare: </span><span>consiste nell&#8217;iniettare la miscela gassosa direttamente nel muscolo per riattivare dei processi metabolici. L&#8217;iniezione se effettuata nei muscoli dorsali si chiama &#8220;paravertebrale&#8221; e si usa nella terapia dell&#8217;ernia discale. Durata del trattamento è di 5-10minuti ed è in genere ben tollerata. </span></p>
<p><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/ozono05.png" alt="ozono terapia" /></p>
<p><span>Intrarticolare:</span> <span>consiste nell&#8217;iniezione di gas a bassa concentrazione direttamente in cavità articolare. Iniezione periarticolare si intende l&#8217;iniezione sottocutanea di gas in corrispondenza dell&#8217;articolazione da trattare. </span><br />
<span>Bagging:</span> <span>consiste nell&#8217;avvolgere l&#8217;estremità di un arto affetto da una lesione direttamente in un sacchetto speciale di plastica che verrà poi riempito di gas a concentrazione variabile in base alla lesione. </span></p>
<table border="0" width="90%" align="center">
<tbody>
<tr>
<td>Ozono Terapia</td>
<td>Ozono Terapia</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/ozono06.png" alt="ozono terapia" /></td>
<td><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/ozono07.png" alt="ozono terapia" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span>Acqua ozonizzata:</span> <span>consiste nel far gorgogliare l&#8217;ozono in un recipiente chiuso di acqua demineralizzata o bi distillata fino ad ottenere la concentrazione di ozono preferita ,nell&#8217;acqua. L&#8217;uso può essere locale (direttamente su delle ferite o fistole) o per ingestione in caso di patologie gastrointestinali. </span><br />
<span>Uso topico:</span> <span>l&#8217;ozono si trova anche sottoforma di creme ,pomate e oli ozonizzati ( anche a concentrazioni molto elevate di 1000 microgrammi per ml di olio). Oltre che per uso topico possono essere somministrate per Os, per via rettale e vaginale. </span></p>
<h2>Indicazioni Generali all’uso dell’Ossigeno-Ozonoterapia</h2>
<p>Questa metodica, ormai consolidata da anni di esperienza clinico-scientifica, può essere utilizzata da sola, come unica terapia, per risolvere alcune patologie oppure in associazione alle terapie classiche per potenziarne gli effetti.<br />
I campi di applicazione in cui l’ozono può essere di notevole aiuto sono:</p>
<ul>
<li>Ortopedia, reumatologia e traumatologia come artrosi, artrite anche autoimmune, tendiniti e discopatie cervicali e lombari</li>
<li>Problemi neurologici centrali: esiti di ischemia cerebrale o patologie infiammatorie o da ipoperfusione cerebrale</li>
<li>Disturbi della circolazione arteriosa, venosa e linfatica (ulcere da decubito, lifedema,necrosi tessutale post-traumatica)</li>
<li>Epatopatie di ogni genere</li>
<li>Problemi renali</li>
<li>Retinopatie su base vascolare e dismetabolica</li>
<li>Apparato gastroenterico: gastriti, duodeniti, coliti anche autoimmuni</li>
<li>Apparato genito-urinario: cistite croniche anche gravi, vaginiti</li>
<li>Patologie dismetaboliche: ipercolesterolemia e iperglicemia (diabete) con le loro complicanze</li>
<li>Apparato tegumentario (dermatologia): eczemi, dermatiti croniche, micosi.</li>
<li>Patologie autoimmuni e da deficienza immunitaria</li>
<li>Astenia su base funzionale e organica</li>
<li>Fisioterapia</li>
<li>Antiaging</li>
</ul>
<h2>Meccanismo d’Azione</h2>
<p>L’Ossigeno – ozono terapia è una tecnica dolce che sfrutta le potenzialità dell’ozono che combinato con l’ossigeno (in una miscela composta per il 99.99997% da ossigeno e dallo 0,00003% da ozono), stimola e aumenta i meccanismi di protezione nei confronti della produzione dei <strong>radicali liberi</strong> determinandone anche la riduzione. L’obbiettivo di questa terapia è il raggiungimento di uno stato di equilibrio fra i sistemi antiossidanti e i radicali liberi, equilibrio che corrisponde ad uno stato di salute.</p>
<p><strong>La Gaet</strong> è la tecnica che meglio sfrutta questa azione per il suo effetto sistemico. Si tratta di re infondere del sangue ossigenato e opportunamente “attivato” per innescare una reazione biochimica e metabolica che ha come obbiettivo:</p>
<ul>
<li>Ossigenare i tessuti in tutte le patologie che necessitano di una maggiore ossigenazione</li>
<li>Stimolare sistemi antiossidanti silenti</li>
<li>Neoangiogenesi con la formazione di nuovi vasi sanguigni anche in zone distali e traumatizzate</li>
<li>Liberare sostanze quali interleuchine, citochine e interferone… per modulare una risposta immunitaria, endorfine per avere un effetto antalgico</li>
<li>Stimolare la produzione di linfociti T per combattere una infezione</li>
<li>Aumentare l’ATP intracellulare necessario per la vita e la replicazione e l’attività cellulare</li>
<li>Azione mio trofica per combattere l’atrofia muscolare</li>
<li>Stimolare i fibroblasti e il collagene per attivare processi riparativi tessutali</li>
<li>Effetto ipoglicemizzante</li>
</ul>
<p>Inoltre il controllo dello stress ossidativo migliora la risposta terapeutica del paziente e lo mette in grado di affrontare meglio la sua patologia.</p>
<p><span>La Paet</span> ha un effetto più di immunostimolazione e attivazione dei processi metabolici.</p>
<p><span>L’iniezione paraverterbrale</span> svolge azione decontratturante sul muscolo colpito, riva scolarizzante e antiedemigena sulla radice nervosa coinvolta da un processo irritativo di grado variabile (piccola-grave ernia discale o osteofitosi vertebrale). Inoltre l’applicazione costante permette una azione diretta e indiretta sul disco vertebrale alterato normalizzandone la struttura biochimica.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="299" height="250" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6yJ1g_QA0AY&amp;hl=it&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="299" height="250" src="http://www.youtube.com/v/6yJ1g_QA0AY&amp;hl=it&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" wmode="transparent"></embed></object></p>
<p><span>La insufflazione rettale</span> ha effetto locale tramite il contatto diretto fra gas e parete intestinale svolgendo così una potente azione antinfiammatoria e riequilibrante dei tessuti e inoltre può dar origine ad un effetto sistemico tramite il suo riassorbimento dai plessi venosi dando origine ad una azione simile a quella di una Gaet.</p>
<p><span>L’infiltrazione intrarticolare</span> svolge una potente azione antinfiammatoria mentre a dosaggi bassi stimola la rigenerazione cartilaginea e abbassa la soglia di radicali liberi responsabili del mantenimento di una condizione flogistica e algica.</p>
<p><span>Le applicazioni topiche</span> sfruttano le potenti azioni antibatteriche, antivirali e antim</p>
<h2>Controindicazioni / Effetti collaterali</h2>
<p>L’Ozono se usato da persone esperte e con macchinari affidabili non può essere pericoloso.<br />
Essendo costituito principalmente da ossigeno non crea reazioni allergiche.<br />
Comunque nelle Grandi Autoemotrasfusioni è opportuno valutare lo stress ossidativo del paziente in modo da modulare bene le concentrazioni  per non avere l’ effetto boomerang con un peggioramento dello stress ossidativo e conseguente indebolimento del paziente.</p>
<h2>Le controindicazioni sono:</h2>
<ul>
<li>Ipertiroidismo</li>
<li>Alcune aritmie cardiache</li>
<li>Anemie emolitiche gravi non controllate</li>
<li>Alcuni tipi di tumore</li>
<li>Crisi ipoglicemiche</li>
<li>Allergie cutanee con forte componente istaminica</li>
<li>Febbre elevata</li>
</ul>
<p>L’effetto collaterale sta soprattutto nella cattiva esperienza dell’operatore (esclusivamente medico veterinario) e nell’uso di macchinari poco affidabili per le concentrazione di ozono emesse rischiando di somministrare dosi troppo elevate.<br />
Raramente si osserva durante le iniezioni paravertebrali dolore al momento dell’inculo cosa che comunque è legata ad una forte contrazione antalgica dei muscoli con sensazione di pressione del gas in uno spazio poco dilatabile e/o ad una concentrazione di ozono troppo elevata. Con il proseguo della terapia questa condizione va però migliorando.</p>
<p>Tutte le tecniche possono essere applicate su paziente sveglio solo nel caso della discolisi si richiede anestesia profonda.</p>
<h2>Vantaggi dell’Ozonoterapia:</h2>
<ul>
<li>Non richiede l’uso di farmaci con i conseguenti effetti tossici o/e permette di ridurre dosi e tempi di somministrazione dei farmaci tradizionali</li>
<li>Non richiede ospedalizzazione ne anestesia (tranne nella discolisi)</li>
<li>Si può abbinare comodamente anche alle terapie in corso</li>
<li>La discolisi e le iniezioni paravertebrali possono evitare un intervento chirurgico.</li>
<li>Qualsiasi tecnica si scelga non vi sono incisioni chirurgiche.</li>
</ul>
<p><span>Importante:</span><span> L’ozono va considerato come un vero e proprio farmaco con i suoi dosaggi e le sue regole e per avere successo deve seguire un iter diagnostico completo e approfondito ( es. TAC, RMN, Esami del sangue)</span></p>
<h2>Domande Frequenti</h2>
<p>L’effetto della ozonoterapia dipende dalla suggestione del paziente?</p>
<p>No, questa medicina non rientra nella categoria delle medicine complementari (quali omeopatia , Agopuntura ecc…) e non dipende dall’effetto placebo. Si tratta di una terapia che modula e sfrutta i processi biochimici del paziente. La difficoltà e la diversità rispetto alla medicina classica risiede nel fatto che interagisce su un paziente che si trova in una condizione biochimica (stress ossidi dativo) personale e individuale non simile ad un altro ne al suo stato del giorno prima , ed è per questo che si dice che l’ozonoterapia va adattata e che il protocollo terapeutico va personalizzato.</p>
<p>Il mio cane è stato peggio dopo l’ozono devo continuare?</p>
<p>Si, la reazione all’ozono del paziente è fondamentale per il medico curante per modulare ed adattare lo schema terapeutico. Sono possibili reazione quali stanchezza e peggioramento generale e in questo caso vanno ricercate altre possibili cause concomitanti di malessere, o si deve abbassare la dose di ozono e /o aggiungere degli antisossidanti specifici.</p>
<p>Quando faccio l’ozono devo interrompere le altre terapie in corso?</p>
<p>No, se si decide di farlo è sotto consiglio del medico e d’accordo con il proprietario, altrimenti è possibile continuare l’ozono non è condizionato dalla terapia in corso.</p>
<p>Ho sentito dire che nelle persone le infiltrazioni paravertebrali fanno molto male…</p>
<p>La capacità di sopportare il dolore è sempre molto personale ma dipende anche da alcune condizioni cliniche in cui ci si trova. Una sofferenza cronica e intensa ci porta ad avere un paziente più intollerante al dolore ma anche molto contratto con un quadro di ischemia nervosa importante, in questo caso le prime sedute possono essere dolorose. Si può ovviare a questo usando all’inizio aghi più sottili e piccoli, dosi di ozono più basse e associando 1 o 2 sedute di Gaet così da avere un effetto antalgico e rivascolarizzante , riattivando i processi metabolici bloccati.</p>
<p>Un mio conoscente ha fatto L’ozono per l’ernia discale senza risultato…</p>
<p>Ricordiamoci sempre che ogni caso è un caso a sé (proprio perché siamo “unici”) e che non si può valutare un caso astratto. Molti fattori contribuiscono ad una patologia e alla sua guarigione e non tutti i medici sono bravi. Inoltre proprio perché l’ozono non è magia può avere una percentuale di fallimento.</p>
<p>Come posso sapere che il miglioramento del mio cane non sia un fenomeno passeggero?</p>
<p>Nel caso dell’ernia discale noi consigliamo sempre una TAC di controllo 4-5 mesi dopo la fine del ciclo di terapia, considerando che la completa normalizzazione del disco può avvenire anche in tempi maggiori ma dovrebbe essere già visibile il suo miglioramento.<br />
Nel caso di trattamenti per problemi internistici la guarigione è chiaramente un fenomeno permanente</p>
<h2>Cos’è l’Ernia  Discale</h2>
<p>L’ernia discale consiste in uno spostamento del disco vertebrale con compressione di grado variabile sulle radici nervose e sul midollo.<br />
L’ernia discale può essere classificata in tre stadi:</p>
<p><span>Protusione o bulging discale:</span><span> quando il disco è appena protuso e deborda nel canale vertebrale senza determinare una vera compressione e il dolore è vago e saltuario e mai molto forte.</span></p>
<p><span>Ernia piccola:</span> <span>quando il disco è gravemente deformato con compressione sulle radici nervose e sul midollo. Questa fase si accompagna a forte dolore, spesso anche insopportabile e lievi sintomi deficitari da formicolio a ritardo della propriocezione.</span></p>
<p><span>Ernia voluminosa espulsa:</span> quando l’anulus fibroso (la parte fibrocartilaginea che circonda il cuore o nucleo polpso del disco) si è rotto con espulsione del nucleo polposo con sintomatologia dolorosa più o meno grave ma sempre accompagnata da gravi segni di deficit neurologici da iporiflessia ad ariflessia con incapacità alla deambulazione.</p>
<p>Ognuno di questi stadi può rimanere come tali o può evolvere in stadi successivi. Mentre il primo stadio può anche essere inquadrato in quella categoria di ernie che possono &#8220;guarire&#8221; da sole, il terzo stadio richiede quasi sempre un intervento chirurgico immediato.<br />
L’ernia discale per la sua complessità si deve inquadrare non solo come un fenomeno meccanico (compressione sul nervo o sul midollo) ma soprattutto come un fenomeno <span>biochimico</span> tanto da poter essere inquadrato in una sindrome chiamata <span>conflitto disco-radicolare</span>.<br />
Con questa patologia si intendono tutti quei fenomeni biochimici di ischemia e intossicazione radicolare e midollare che seguono la compressione e che sono poi la causa del dolore e della degenerazione.<br />
In questa ottica l’Ossigeno-Ozono terapia meglio di ogni altra terapia permette con un meccanismo puramente biochimico di interrompere questi fenomeni degenerativi permettendo la restituito ad integrum dei tessuti colpiti.</p>
<h2>Trattamento dell&#8217;Ernia Discale</h2>
<p>L’ernia discale di grado medio-lieve (protusioni discali e ernie espulse non iperalgiche e non associate a perdita della sensibilità profonda ) possono essere risolte con tecniche di chirurgia microinvasiva e conservativa, con l’uso dell’ossigeno-ozono.</p>
<h2>I modi di applicazione sono:</h2>
<p><span>Infiltrazioni Paravertebrali:</span> <span>sono iniezioni di Ossigeno ozono a concentrazioni variabili (da 8-15 microgrammi per milliletro) eseguite nei muscoli paravertebrali corrispondente al distretto interessato dalla patologia . La quantità di gas iniettata dipende dalla mole del soggetto (da 5ml a 10ml) e si possono trattare anche più di una zona della colonna affetta da patologia discale.<br />
L’ozono ha funzioni analgesiche, antinfiammatorie e miorilassanti. Esiste dimostrazione radiologica mediante TAC eseguite subito dopo l’infiltrazione che il gas arrivi in zona peridiscale confermando così il meccanismo d’azione sul conflitto disco-radicolare.<br />
Questa metodica richiede pochi minuti ma necessita di almeno 8-10 sedute per ottenere la risoluzione del problema, la sintomatologia migliora però già dopo le prime sedute.</span></p>
<p>Iniezione paravertebrale sotto controllo TAC<br />
<img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/ozzono-2n.png" alt="Iniezione paravertebrale sotto controllo TAC" /></p>
<p><span>Infiltrazione Foraminale:</span> <span>sono infiltrazioni eseguite in regione intraforaminale sotto guida radiologica (TAC o Intensificatore di brillanza). Questa metodica sfrutta gli stessi principi delle altre con risultati quasi sovrapponibili.</span></p>
<p><span>Nucleolisi o Discolisi:</span> <span>sono infiltrazioni di ossigeno-ozono , ad elevata concentrazione e a quantità elevata variabile in base alla taglia del paziente e alle condizioni del disco intervertebrale, eseguite sotto guida radiologica (Tac o Intensificatore di brillanza) direttamente nel nucleo polposo del disco interessato dell’ernia. Con questa tecnica si sfruttano le proprietà dell’ozono di degradare i glicosaminoglicani che costituiscono il nucleo polposo riducendo quindi la pressione intradiscale. Questa tecnica richiede l’anestesia generale per ottenere l’assoluta immobilità del paziente , non vi sono tagli chirurgici e si raccomanda riposo e tranquillità per 2-3 giorni dopo l’intervento. In una seduta è possibile anche trattare più di una ernia. Nel 90% dei casi una solo applicazione risolta sufficiente per degradare il disco erniato raramente ci sono ernie particolarmente resistenti che richiedono a distanza un secondo trattamento. La terapia con discolisi generalmente si completa con infiltrazioni paravertebrali prima e dopo la discolisi in modo da agire sui processi metabolici responsabili del dolore e della degenerazione . </span></p>
<h2>Meccanismo d’Azione<br />
dell’Ossigeno-Ozonoterapia nell’ernia discale</h2>
<p>Studi biologici e anatomopatologici degli ultimi anni hanno dimostrato che la semplice compressione meccanica del disco sul midollo e sulla radice nervosa (ernia) non basta per spiegare la violenza della sintomatologia dolorosa e neurologica del paziente. In realtà la patologia &#8220;ernia discale&#8221; si inquadra in un processo biochimico molto più complesso e indicato come <span>Conflitto Disco-Radicolare</span>. Studi hanno dimostrato come la degenerazione discale comporta la liberazione di sostanze acide che intossicano la radice nervosa con conseguente aumento dei radicali liberi che sono alla base del fenomeno degenerativo. La maggio parte del danno del tessuto nervoso è quindi la conseguenza di una ischemia e di una intossicazione chimica. La terapia dell’ernia deve di conseguenza tenere sì conto della compressione meccanica del disco ma anche deve modificare l’ambiente biochimico perinervoso e interrompere la degenerazione biochimica midollare.<br />
L’ozono è la sostanza che si è recentemente posta all’attenzione della comunità scientifica per i molteplici ed importanti effetti sia per l’effetto biochimico a breve termine come analgesico e antinfiammatorio e miorilassante e iperossigenante, e sia per l’effetto di disidratazione del disco con conseguente riduzione di volume.<br />
L’azione dell’Ossigeno-ozono sull’ernia discale si può quindi riassumere in due azioni principali:</p>
<p><span>Azione Biologica:</span> <span>Ripolarizzazione della membrana cellulare, che determina la restituito ad integrum della funzione cellulare e quindi tessutale, ottimizzando così sia la “guarigione “ del disco sia dei tessuti circostanti.<br />
Immunoregolazione con induzione alla produzione di citochine quali Interferone, Tumor Necrosis Factor e interleuchine, granulopoietine e Transforming growht factor beta che sono coinvolti nel processo di guarigione riparazione con produzione sia locale che sistemica dopo infiltrazione di gas.<br />
Ossigenazione dei tessuti con aumento del a perfusione ematica responsabile nell’attenuare l’ischemia e l’edema radicolare<br />
Neoangiogenesi con possibilità di arriva per via ematica di fibroblasti che iniziano il processo di formazione di tessuto connettivale di riparazione<br />
Vascolarizzazione nuova intorno al disco che comporta una ossigenazione e nutrizione diretta e non solo per perfusione del disco </span></p>
<p><span>Azione Biomeccanica:</span> <span>Azione diretta sulla superfice discale con rottura dei doppi legami delle catene macromolecolari dell’anulus deformato e rotto (e riconosciuto come patologico) con conseguente destrutturazione biochimica che porta alla “disidratazione”e riduzione di volume della parte del disco erniato.</span></p>
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		<title>Laser terapia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Laserterapia]]></category>

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Il Laser Laser terapia per infiammazione delle ghiandole paranali Tutto inizia dalla luce: la luce e l&#8217;energia luminosa in generale rivestono un&#8217;importanza fondamentale nello sviluppo e nella vita di qualsiasi essere vivente; basti pensare alle piante e al ruolo decisivo che svolgono i fotoni nella realizzazione del processo fotosintetico dei vegetali. L&#8217;energia solare agisce sui [...]]]></description>
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<h2>Il Laser</h2>
<p>Laser terapia per infiammazione delle ghiandole paranali<br />
<img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/laser.png" alt="Laser terapia per infiammazione delle ghiandole paranali" /></p>
<p><span>Tutto inizia dalla luce: </span><span>la luce e l&#8217;energia luminosa in generale rivestono un&#8217;importanza fondamentale nello sviluppo e nella vita di qualsiasi essere vivente; basti pensare alle piante e al ruolo decisivo che svolgono i fotoni nella realizzazione del processo fotosintetico dei vegetali. L&#8217;energia solare agisce sui corpi grazie agli effetti provocati dalle piccole particelle di materia che la compongono &#8211; i fotoni.<br />
L&#8217;importanza della luce nello sviluppo dei processi biologici era nota fin dall&#8217;antichità e i bagni di sole, cui si sottoponevano gli egizi ne sono la prova più evidente. </span></p>
<p><span>Il Meccanismo: </span><span>le sorgenti luminose naturali a disposizione dell&#8217;uomo sono state studiate e analizzate nel tempo, arrivando alla creazione e alla specializzazione sempre più avanzata di sorgenti artificiali.<br />
La possibilità di concentrare la luce e di sfruttarla,in modo potenziato, per scopi diversi, fu intuita agli inizi del secolo scorso, grazie alle scoperte di Albert Einstein. Il Laser è l&#8217;ultimo e il più avanzato tipo di sorgente luminosa oggi a nostra disposizione. Il termine &#8220;Laser&#8221; è l&#8217;acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation ovvero amplificazione della luce mediante l&#8217;emissione stimolata di radiazioni. </span></p>
<p>Il principio fisico risiede nell&#8217;emissione di una radiazione luminosa che è composta da fotoni dotati della stessa lunghezza d&#8217;onda e senza discontinuità di fase o oscillazioni di ampiezza. Il fascio laser è dunque costituito da una radiazione elettromagnetica monocromatica, caratterizzata da una precisa lunghezza d&#8217;onda e da una potenza di emissione variabile. Come per la luce diffusa, il laser produce fotoni che vanno ad interagire sia effetti termici che fotochimici con la materia vivente &#8211; effetto biostimolante.<br />
Ogni Laser ha una sua lunghezza d&#8217;onda (la distanza tra due punti adiacenti di 2 onde che hanno la stessa fase). Questa dipende dal mezzo che genera il flusso del laser ed è compresa tra 180 e 10.600 nm. E&#8217; una caratteristica molto importante del laser in quanto influenza la sua capacità di penetrazione nella sostanza colpita.</p>
<p>Caratteristiche piuâ€™ importanti dei LLLT</p>
<ul>
<li>Il Laser è una forma speciale di radiazione elettromagnetica caratterizzata dallâ€™essere monocromatica, collimata e coerente.</li>
<li>Tra le caratteristiche sopraelencate la monocromatica è di particolare importanza fisiologica. La luce prodotta da ogni Laser è costituita di una singola specifica lunghezza dâ€™onda. la luce deve essere assorbita per produrre un effetto e lâ€™assorbimento è dipendente dalla lunghezza dâ€™onda. La luce rossa visibile di lunghezza dâ€™onda specifiche viene assorbita dai citocromi localizzati nei mitocondri; la luce infrarossa è assorbita dai componenti della membrana plasmatica.</li>
<li>Gli apparecchi per la LLLT solitamente operano nella parte rossa visibile o in quella infrarossa dello spettro elettromagnetico.</li>
<li>Alcuni dispositivi comprendono sonde multiple che producono luci di una o più lunghezze dâ€™onda contemporaneamente. Le sonde multiple permettono di irradiare superfici più ampie rispetto a quelle singole.</li>
<li>I livelli di potere radiante normalmente impiegati in laserterapia sono nel range dei milliwatt e in molti apparecchi possono essere emessi in modo sia continuo che pulsato.</li>
<li>Lâ€™energia erogata dovrebbe essere espressa in termini di lunghezza dâ€™onda, densità di potenza, densità di energia, durata dellâ€™impulso e tasso di ripetizione dellâ€™impulso.</li>
</ul>
<table border="0" width="95%" align="center">
<tbody>
<tr>
<td>1 &#8211; Grave ferita da morso di un altro cane</td>
<td>2 &#8211; 10 giorni dopo</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/laser2.png" alt="Grave ferita da morso di un altro cane" /></td>
<td><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/laser3.png" alt="laser terapia, 10 giorni dopo" /></td>
</tr>
<tr>
<td>3 &#8211; 20 giorni dopo</td>
<td>4 &#8211; 1 mese dopo</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/laser1.png" alt="Laser terapia, 20 giorni dopo" /></td>
<td><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/laser4.png" alt="Laser terapia, 1 mese dopo" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>L&#8217;uso in medicina</h2>
<p>Apparecchio Laser<br />
<img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/applaser.png" alt="apparecchio laser" /></p>
<h3>Principali effetti della LLLT in medicina veterinaria</h3>
<ul>
<li><span>Attenuazione del dolore:</span> alla giusta densità energetica e con i parametri appropriati la LLLT può innalzare la soglia del dolore, alterando in modo significativo la neurochimica del sistema nervoso centrale e periferico.</li>
<li><span>Accelerazione del processo cicatriziale</span> tramite i suoi effetti biologici quali: incremento del rilascio dei fattori di crescita da parte dei macrofagi, aumento dell&#8217;ATP, aumento del numero dei mastociti e della degranulazione, aumento della proliferazione dei cheratinociti dei fibroblasti e degli endoteliociti, stimolazione dell&#8217;angiogenesi, aumento della sintesi del collagene, aumento dell&#8217;attività dei miofibrobalsti che esita in una più rapida contrazione della ferita.</li>
<li>Trattamento della neuroplasia comprese le paralisi radiali e la compressione di nervi.</li>
</ul>
<h3>Campi di applicazioni</h3>
<p>Laser a basso livello per la terapia postoperatoria delle ferite<br />
<img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/laserterapia.png" alt="Laser a basso livello per la terapia postoperatoria delle ferite" /></p>
<ul>
<li>Ortopedia e traumatologia sia dei tessuti duri (fratture) che molli (lesioni cutanee e muscolari)</li>
<li>Odontostomatologia (infiammazioni gengivali e lesioni del cavo orale, uso combinato in chirurgia maxillofacciale)</li>
<li>Fisioterapia (traumi e contusioni, lesioni tendinee e muscolari, per aumentare la soglia aerobica)</li>
<li>Uso combinato in chirurgia (per irrorare bene tessuti a rischio di necrosi e attivare il metabolismo cellulare)</li>
<li>Neurochirurgia (per irraggiamento diretto del midollo spinale in caso di interventi di ernia discale)</li>
<li>Neurologia (patologie traumatiche del sistema nervoso periferico)</li>
<li>Dermatologia (lesioni di ogni genere)</li>
<li>Oculistica (azione ripartiva sulla cornea o nella chirurgia plastica correttiva, es. blefaroplastica)</li>
<li>Agopuntura (possibilità la stimolazione del punto di agopuntura tramite la luce Laser)</li>
</ul>
<h3>Controindicazioni</h3>
<p>L&#8217;unica controindicazione finora riconosciuta consiste nelle patologie tumorali dove una stimolazione biologica è controindicata.</p>
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		<item>
		<title>Fisioterapia</title>
		<link>http://www.clinicaviaemilia.it/2011/03/20/fisioterapia/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>

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Cos&#8217;è La fisioterapia ha negli ultimi anni avuto un notevole sviluppo e il suo uso nella pratica clinica risulta sempre più diffuso, tanto da diventare per noi un indispensabile strumento di completamento nella chirurgia ortopedica e neurologica e nella gestione del paziente artrosico. Le motivazioni pratiche di questo interesse sono diverse: L&#8217;evoluzione e la diffusione [...]]]></description>
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<h2>Cos&#8217;è</h2>
<p><img class="size-medium wp-image-82 aligncenter" title="Fisioterapia in acqua" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2011/03/P1010861-300x225.jpg" alt="Fisioterapia in acqua" width="300" height="225" /></p>
<p>La fisioterapia ha negli ultimi anni avuto un notevole sviluppo e il suo uso nella pratica clinica risulta sempre più diffuso, tanto da diventare per noi un indispensabile strumento di completamento nella chirurgia ortopedica e neurologica e nella gestione del paziente artrosico.</p>
<p>Le motivazioni pratiche di questo interesse sono diverse:</p>
<ul>
<li>L&#8217;evoluzione e la diffusione della medicina sportiva del cane, dove la fisioterapia ha lo scopo di mantenere uno stato agonistico ottimale e permettere un recupero sportivo in tempi brevi.</li>
<li>L&#8217;evoluzione della chirurgia ortopedica e della neurochirurgia che ha richiesto una assistenza sempre più specialistica del paziente post-chirurgico divenendo un completamento indispensabile alla fase chirurgica per un ottimale risultato.</li>
<li>La riabilitazione del paziente artrosico favorendo il raggiungimento e il mantenimento di una qualità di vita accettabile per il paziente.</li>
</ul>
<h2>Magnetoterapia</h2>
<p>La magnetoterapia consiste in una terapia fisica che si avvale dell&#8217;uso di campi magnetici specifici con effetti terapeutici.</p>
<p>La forza del campo magnetico si misura in Gauss e la frequenza in Herzt. Per magnetoterapia si intende l&#8217;applicazione di un campo magnetico a scopo terapeutico, in cui la componente di emissione sia molto bassa (0,01 Gauss= 1 microTesla), la frequenza varia da ultra-bassa 0-35 Hertz a bassa 0-300 HZ. Si pensa che diverse frequenze presentino diversi effetti biologici così un 18 Hz potrebbe determinare vasodilatazione così invece 0,5 Hz vasocostrizione.</p>
<p>I campi magnetici inoltre possono essere pulsanti e a frequenza variabili, così come generati dalla corrente elettrica o direttamente da dei magneti.</p>
<p>Una delle principali applicazioni della magnetoterapia consiste nell&#8217; accellerare le fratture ossee o intervenire lì dove vi sia un ritardo nella riparazione ossea o una pseudoartrosi. Altre possibili applicazioni sono:</p>
<ul>
<li>Ferite cutanee / ulcere</li>
<li>Infezioni / infiammazioni</li>
<li>Spasmo muscolare / alterazioni circolatorie</li>
<li>Artrosi ,Reumatismi</li>
<li>Geriartria</li>
<li>Stimolazione del sistema ormonale e linfatico</li>
</ul>
<p>Ma il suo uso più interessante si esprime nel controllo del dolore tramite la sua capacità regolatrice sul microcircolo e dei potenziali elettrici di membrana.</p>
<p>In pratica si usano delle &#8220;coperte&#8221; magnetiche su cui si fa sdraiare il cane o il gatto per un tempo stabilito, la terapia è assolutamente indolore ma richiede diverse sedute per ottenere un beneficio. Ultimamente si utilizzano pure delle fasce o dei cappotti contenti dei magneti che permettono al cane o gatto di sottoporsi a delle terapie per un tempo maggiore o in modo continuativo.</p>
<h3>Terapia con Biorisonanza o Terapia Quantistica</h3>
<p>Biorisonanza</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-141" title="Biorisonanza" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/biorisonanza.png" alt="" /></p>
<p>Si tratta di una evoluzione della magnetoterapia che si basa sull&#8217;uso di campi magnetici variabili (pulsanti) a bassa intensità e con certi ritmi utilizzando frequenze biologiche.</p>
<p>Per &#8220;quanto&#8221; si intende la più piccola quantità di En proveniente dai raggi elettromagnetici ed è la scoperta di due fisici (Dertinger e Kruglikov) a rilevare che le cellule utilizzano il rumore come risorsa di energia, per i processi guidati dalle informazioni basate su finestre a frequenza stabilita (biologica). I campi magnetici minimali, utilizzando i cosiddetti fenomeni di risonanza, generano effetti terapeutici di massimo livello. Al centro della comunicazione delle cellule sono presenti frequenze biologiche caratteristiche incluse nel segnale di rumore.</p>
<p>Affinchè si ottengano effetti benefici il sistema di risonanza quantistica non deve produrre onde artificiali in particolare onde seno. Il fenomeno più importante che si verifica in un tessuto biologico esposto ad un campo magnetico di biorisonanza è l&#8217;insorgenza di micro correnti indotte, che polarizzano i biopolimeri (macromolecole proteiche) ristabilendo il giusto potenziale elettrico delle cellule e la cinetica enzimatica, integrando così la funzione tessutale, il tutto utilizzando frequenze biologiche (a differenza della tradizionale magnetoterapia)</p>
<p>Effetti:</p>
<ul>
<li>Migliore funzionalità delle membrana cellulare</li>
<li>Azione sui mediatori chimici (endorfine, prostaglandine)</li>
<li>Organizzazione della sostanza fondamentale ossea</li>
<li>Aumento del flusso sanguigno ed incremento della vascolarizzazione</li>
</ul>
<p>In campo umano questa terapia si è rilevata molto utile nel paziente affetto da Parkinson e Alzheimer e sclerosi multipla, presentandosi interessante anche in campo veterinario per alcune patologie neurologiche di origine centrale e non.</p>
<p>Questa terapia è assolutamente priva di effetti collaterali, non causa sensazioni sgradevoli di alcun tipo al cane o gatto e richiede cicli mono o bisettimanali di 20 minuti circa per un totale di almeno 8 sedute.</p>
<p>Elettrostimolazione</p>
<p>L&#8217; Elettrostimolazione è una pratica comune in fisioterapia e consiste nello stimolare un muscolo o un nervo utilizzando stimoli elettrici di intensità variabile. La sua efficacia è stata provata nel migliorare l&#8217;ampiezza del movimento, la forza e il tono muscolare, nella rieducazione muscolare, nella correzione di anomalie strutturali, nel ridurre l&#8217;edema e lo spasmo muscolare. Esistono diversi tipi di Elettrostimolazione, la maggior parte dei quali lavora con delle placche di varia grandezza che vengono posizionate sulle fasce muscolari da trattare. La maggior parte degli apparecchi in commercio contiene già dei programmi predefiniti che ne permettono anche l&#8217;utilizzo da parte del proprietario a casa. Importante è che il veterinario curante scelga il programma più appropriato per il paziente e la localizzazione su cui appoggiare le placche. Cura deve essere posta nello scegliere l&#8217;intensità che è variabile a seconda della condizione patologica da trattare, cani con iperestesia devono essere trattati con intensità bassissime mentre cani paraplegici richiedono intensità molto elevate. Come riferimento empirico si consideri adeguata quella intensità che sia ben tollerata dal cane, che permette una visibile attività muscolare con lieve interessamento motorio dell&#8217;estremità dell&#8217;arto trattato.</p>
<p>Il mantello del cane al di sopra della zona da trattare deve essere tosato per diminuire l&#8217;impedenza e la cute pulita con alcool, è consigliabile pure l&#8217;uso di gel per aumentare la conducibilità elettrica. Sarà necessario localizzare il punto motorio (il sito in cui il nervo motorio penetra nel muscolo) in modo da ottenere una contrazione adeguata con il minimo di corrente così da limitare al massimo il disagio.</p>
<p class="video"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/avODB6kgHlA&amp;ap=%2526fmt%3D6" /></object></p>
<p>Durata e Frequenza del trattamento:</p>
<p>Generalmente si consigliano 20 minuti 3-7 volte alla settimana per un periodo che può variare da poche settimane a diversi mesi.</p>
<p>Principali impieghi:</p>
<ul>
<li>Nel periodo post- operatorio lì dove è richiesta una immobilizzazione</li>
<li>Atrofia muscolare</li>
<li>Potenziamento selettivo di uno o più muscoli</li>
</ul>
<p>Controindicazioni:</p>
<ul>
<li>Stimolazione diretta sul cuore o sul midollo</li>
<li>In soggetti epilettici</li>
<li>In corrispondenza di aree con vasculopatie, patologie infettive e neoplastiche</li>
<li>In corrispondenza dei seni carotidei</li>
</ul>
<h3>Elettroagostimolazione</h3>
<p>L&#8217; Elettroagostimolazione si differenzia dalla classica Elettrostimolazione perché al posto di elettrodi vengono utilizzati sottili aghi di agopuntura. I vantaggi sono molteplici dalla maggiore comodità soprattutto importante in cani di taglia piccola o in gatti ,così che l&#8217;ago &#8220;non si sposta&#8221;, alla possibilità di lavorare su piccoli muscoli denervati o patologici. E&#8217; possibile fare una Elettrostimolazione neuromuscolare stimolando a bassissima intensità il decorso di alcuni nervi principali offesi e stimolarne la riparazione. Questo tipo di stimolazione deve sempre essere effettuata sotto controllo veterinario poiché se il cane ha conservato la sensibilità può causare dolore e se l&#8217;ha persa può a intensità troppo elevata essere dannosa per il nervo stesso.</p>
<p>L&#8217; Elettroagostimolazione offre inoltre anche il vantaggio che gli aghi possono essere collocati in punti precisi di agopuntura così da determinare una stimolazione elettrica del punto e combinare così anche i benefici dell&#8217;agopuntura.</p>
<p class="video"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ycRqBz6ZlnE&amp;ap=%2526fmt%3D6" /></object></p>
<h3>Tens</h3>
<p>La Tens o l&#8217; Elettrostimolazione nervosa transcutanea, consiste in una stimolazione a bassissima intensità così da determinare un eccitamento delle terminazioni nervose cutanee e bloccare così lo stimolo doloroso. Si tratta quindi di una terapia antidolorifica non accompagnata da attività muscolare e percepibile dal paziente come un leggero solletico.</p>
<p>Si presta molto nel controllo del dolore post-chirurgico o di tipo artrosi, nella forte contrazione muscolare anche per la su azione rivascolarizzante.</p>
<h2>Idroterapia</h2>
<p>L&#8217;idroterapia consiste in un esercizio in acqua. E&#8217; importante ricordare che l&#8217;acqua deve essere sempre calda e pulita per evitare complicazioni muscolari e cliniche da freddo, per rendere più confortevole l&#8217;esercizio in acqua da parte del paziente e per evitare infezioni facilmente trasmissibili.</p>
<p>L&#8217;esercizio in acqua sfrutta il minor peso gravante del paziente per poter lavorare senza carico, questo rende meno doloroso e più agevole il movimento in corso di patologie a rischio algico o lesioni ortopediche che non permettono già il carico e protegge anche la colonna vertebrale in caso di patologie spinali.</p>
<p>Il nuoto inoltre è un movimento completo di tutto il corpo stimolando la muscolatura, la coordinazione, e sfrutta anche la resistenza offerta dall&#8217;acqua stessa.</p>
<p>L&#8217;idroterapia comprende il nuoto assistito, l&#8217;acqua-walking, il treadmil in acqua, esercizi attivi e passivi eseguiti tramite l&#8217;operatore.</p>
<p class="testofoto">Idroterapia in piscina</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZOXe_nuzS6Q&amp;ap=%2526fmt%3D6" /></object></p>
<p>Quando e&#8217; possibile l&#8217;idroterapia?</p>
<ul>
<li>Nel recupero del paziente neurologico</li>
<li>In ortopedia per potenziare un gruppo muscolare atrofizzato dopo una immobilizzazione</li>
<li>In medicina sportiva per aumentare la resistenza e il tono muscolare</li>
</ul>
<p>E&#8217; possibile fare l&#8217;idroterapia a casa?</p>
<p>Il movimento in acqua è un esercizio molto complesso poiché bisogna gestire anche l&#8217;aspetto psicologico del paziente e influenza molto il livello di gradimento dell&#8217;acqua da parte del cane. Non raramente succede che il cane preso dal panico compia movimenti esagerati e pericolosi senza badare al dolore del momento. E&#8217; necessario per questo sempre la presenza di un medico esperto che sappia gestire il paziente e sia in grado di trovare il modo migliore per ottenere i risultati desiderati. In casi non a rischio il proprietario può assistere ad alcune sedute ed essere così educato dal fisioterapista su come fare con il proprio cane così da poter poi proseguire a casa.</p>
<h2>Esercizi Attivi e Passivi</h2>
<p class="testofoto">Esercizio passivo</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ozMsDCoU4FU&amp;ap=%2526fmt%3D6" /></object></p>
<p>Il Movimento Passivo consiste nella mobilizzazione passiva di una articolazione.</p>
<p>I vantaggi sono:</p>
<ul>
<li>Riduzione di aderenze fra tessuti</li>
<li>Promozione di una normale dinamica articolare</li>
</ul>
<p>Questa tecnica è semplice ma necessita di esperienza e pazienza, deve essere eseguito lentamente, con delicatezza e senza mai superare la normale escursione articolare, inoltre queste manovre non devono mai essere dolorose. Il movimento deve essere fluido e continuo e deve rispettare il movimento fisiologico delle articolazioni.</p>
<p>Se ben istruito dal fisioterapista è possibile anche far eseguire questi movimenti a casa direttamente dal proprietario. Sono necessarie almeno due sedute giornaliere per ottenere nel tempo dei risultati.</p>
<p>Il Movimento Attivo permette il mantenimento di una omeostasi articolare grazie allo stress da carico.</p>
<p>Gli scopi principali sono:</p>
<ul>
<li>Migliorare la circolazione ematica e linfatica</li>
<li>Migliorare la capacità propriocettiva</li>
<li>Aumentare gradualmente la mobilità e gli stress da carico a livello articolare</li>
<li>Prevenire contrazioni muscolari e aumentare il tono e la forza muscolare</li>
</ul>
<p>Tra gli esercizi attivi sono compresi principalmente degli esercizi che sfruttano la stimolazione di alcuni riflessi per ottenere delle contrazioni e dei movimenti volontari con e senza il carico.</p>
<p>Nell&#8217;ambito degli esercizi attivi sono altresì compresi: il nuoto, il treadmill.</p>
<h2>Treadmill o Tapis Roulant</h2>
<p>Il treadmill consiste in un esercizio attivo in cui si costringe il paziente a camminare su un tappeto in movimento. Questo tipo di esercizio va sempre eseguito sotto controllo del veterinario fisioterapista in quanto può essere molto impegnativo.</p>
<p>Nel treadmill vanno adeguate velocità e pendenza e tempi in base al tipo di andatura che si desidera imporre. In alcune patologie come in quelle spinali può richiedere di una assistenza specifica per educare il paziente a compiere il movimento.</p>
<p class="testofoto">Tapis Roulant per il Cane</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VZWZjWG_iPI&amp;ap=%2526fmt%3D6" /></object></p>
<p>Vantaggi: questo tipo di esercizio ha il vantaggio principale in fisioterapia di stimolare la propriocezione e la coordinazione tramite la costrizione ad una andatura costante e ripetuta e la variazione della velocità impone un adeguamento del paziente con notevole impegno della coordinazione.</p>
<p>In medicina sportiva è uno degli strumenti più usati per l&#8217; allenamento del cane imponendo una andatura costante di trotto dopo un adeguato riscaldamento al passo. Anche in questo settore è però necessario seguire un programma sportivo mirato e individualizzato per non sottoporre il cane a rischi di strappi muscolari o infiammazioni articolari dovuti ad un uso sproporzionato.</p>
<p class="video"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="299" height="250" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/sDrpViFTU80&amp;hl=it&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /></object></p>
<p>In medicina riabilitativa l&#8217;uso del tredmill risulta molto utile per stimolare la propriocezione e la coordinazione. Per evitare rischi di carico dopo un intervento di ortopedia o per alleggerire il passo in soggetti neurologici è consigliabile sospendere ad altezze stabilite il soggetto tramite un sospensore ancorato ad una struttura fissa in modo da permettere il passo con un carico controllato.</p>
<h2>Protesi e Carrellini</h2>
<p>Il vostro cane o gatto ha dei problemi a camminare si trova in una condizione di paralisi o paraplegia per cui non riesce più ad alzarsi sugli arti posteriori?</p>
<p>Oggi questi animali non devono più essere soppressi o abbandonati a se stessi o alle cure improvvisate dei loro amorevoli proprietari. In questa clinica è possibile avere un colloquio con il fisioterapista che valuterà attentamente i problemi motori del vostro amico e saprà consigliarvi il sostegno meccanico migliore per ritornare ad una vita dignitosa.</p>
<p>I cani completamente paralizzati sugli arti posteriori o incapaci di sostenere da soli il loro peso hanno oggi la possibilità di essere aiutati con dei carrellini.</p>
<p>In commercio esistono vari tipi di carrellini che si differenziano per materiali e caratteristiche tecniche, fondamentale per tutti è la leggerezza e la stabilità dettata da un buon bilanciamento. Generalmente sono fatti su misura e si consiglia di provarli direttamente presso il veterinario in modo da poter effettuare eventuali modifiche e consigliare meglio il proprietario su come gestire il suo amico in difficoltà.</p>
<p>Dopo un periodo di adattamento che può essere di 1 minuto fino a 1 mese a seconda delle condizioni fisiche del cane e dell&#8217;atteggiamento psicologico, l&#8217;animale può condurre con il suo carrellino una vita quasi normale. Uscire al passeggio in città come nei boschi non è più problema per lui e anche le funzioni come urinare e defecare sono possibili stando sul carrellino. L&#8217;unica attenzione da avere è di tenere il cane sul carrellino per un periodo adeguato alle sue condizioni fisiche che può essere da 1 ora fino anche 4 ore consecutive.</p>
<p>Poiché le immagini dicono più di mille parole qui di seguito mostriamo due tipi di situazioni di cani che vivono con un carrellino.</p>
<p>Il primo si chiama Ciro ed è un cane con conservate attività motorie con gli arti posteriori ma che non ha la capacità di sostenere il suo peso e per lui è ideale un carrellino così detto per cane deambulanti.</p>
<p>Il secondo filmato riguarda cani che non hanno più alcuna capacità motoria sugli arti posteriori e si spostano con il treno posteriore solo grazie al carrellino per cani paralizzati.</p>
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		<title>Agopuntura</title>
		<link>http://www.clinicaviaemilia.it/2011/03/20/agopuntura/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agopuntura]]></category>

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L&#8217;Agopuntura è una delle più antiche terapie mediche che risale a 2000-3000 anni fa ed è nata in Cina. Negli ultimi 30 anni questa terapia ha suscitato molto interesse anche in campo veterinario stabilendo delle figure professionali specializzate in questa metodica. L&#8217;agopuntura consiste nello stimolare dei punti precisi localizzati lungo il percorso di meridiani che [...]]]></description>
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<p>L&#8217;Agopuntura è una delle più antiche terapie mediche che risale a 2000-3000 anni fa ed è nata in Cina.<br />
Negli ultimi 30 anni questa terapia ha suscitato molto interesse anche in campo veterinario stabilendo delle figure professionali specializzate in questa metodica.</p>
<p>L&#8217;agopuntura consiste nello stimolare dei punti precisi localizzati lungo il percorso di meridiani che sono delle vie immaginarie energetiche che attraversano il corpo animale e umano. La stimolazione dei punti può avvenire tramite aghi molti sottili e indolori oppure tramite calore generato da appositi &#8220;sigari&#8221; (moxibustione), tramite il Laser oppure tramite iniezione di farmaci naturali nel derma o dell&#8217;iniezione di granuli d&#8217;oro.</p>
<p>Agopuntura</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-112" title="agopuntura" src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/agopuntura.png" alt="" width="227" height="248" /></p>
<p>Meccanismo d&#8217;Azione:</p>
<p>Ancora oggi non è completamente chiarito l&#8217;effetto dell&#8217;agopuntura che sembra andare ben al di là degli ormai studiati e chiariti effetti biochimici, ma secondo le ultime scoperte della medicina occidentale i meccanismi d&#8217;azione possono essere così sintetizzati:</p>
<ul>
<li>Teoria del cancello (inibizione delle fibre C, chiudendo il cancello del dolore)</li>
<li>Teoria neurale degli oppiodi (stimolazione del rilascio di peptidi endogeni simil-oppioidi, endorfine ed encefaline)</li>
<li>Teoria ormonale (rilascio di ormoni dall&#8217;asse ipotalamo-ipofisario con funzione neuro modulante)</li>
<li>Teoria energetica pura cinese che si base sull&#8217;equilibrio delle energie lungo il decorso dei meridiani, considerando la malattia è l&#8217;espressione di uno squilibrio energetico.</li>
</ul>
<p>Indicazioni:</p>
<ul>
<li>Dolore acuto (trauma, post-chirurgico) e cronico (artrosi)</li>
<li>Disfunzioni neuropsicoendocrine (gastrite, colite,&#8230;)</li>
<li>Dermatologia (ulcere, dermatiti aspecifiche&#8230;)</li>
<li>Conflitto disco-radicolare e nelle piccole ernie discali</li>
<li>Disordine gastrointestinali (diarre&#8230;)</li>
<li>Stato di shock e nella rianimazione cardiopolmonare</li>
</ul>
<p>Trattamenti:</p>
<ul>
<li>I trattamenti sono da stabilirsi di volta in volta e in base al problema, una seduta di agopuntura generalmente dura 15-20 minuti e sono generalmente necessarie più di una seduta.</li>
<li>L&#8217;agopuntura è molto ben tollerata dal cane e spesso anche dal gatto ed eccetto alcuni punti superficiali o in corrispondenza di un nervo non è dolorosa.</li>
</ul>
<h2>Auricolpuntura</h2>
<p>Sulla base delle scoperte del Dott. Nogier (Francia , 1951) si basano i principi dell&#8217;auricolopuntura negli animali.</p>
<p>L&#8217;orecchio è innevato dai nervi cranici e in particolare dal trigemino, facciale e vago ed embriologicamente dalla fessura brachiale derivante dalla evaginazione dell&#8217;endoderma e dall&#8217;ectoderma.</p>
<p>L&#8217;aspetto funzionale del punto dell&#8217;orecchio può essere prima di tutto spiegato come riflesso viscero-cutaneo, mediato dal sistema simpatico. Contrariamente però alle zone cutanee di head, i punti non fanno riferimento a segmenti spinali ma seguono un riflesso sovraspinale più segmentale. I punti sono più piccoli e precisi e sono diagnostici perché dolenti se il distretto interessato si trova in una condizione patologica.</p>
<p>Indicazioni sono varie soprattutto per il controllo del dolore ma anche per i disturbi intestinali e urogenitali e ormonali.</p>
<p>Sull&#8217;orecchio è possibile ritrovare tutto il corpo animale in posizione fetale ed è così possibile trattare ogni distretto scheletrico e organo utilizzando piccolissimi aghi che possono anche essere applicati in modo permanente, o posizionando chirurgicamente un piccolo granulo sottocutaneo in modo da avere una stimolazione permanente oppure se l&#8217;animale è molto sensibile si può utilizzare la luce Laser.</p>
<p>L&#8217;uso del Laser in agopuntura risale agi anni &#8217;70 fino ai tempi nostri dove si usano laser a basso livello da 1 a 10mW.</p>
<p>I vantaggi dell&#8217;uso del laser sono:</p>
<ul>
<li>Stimolazione asettica e indolore del punto</li>
<li>Possibilità di applicazione in &#8220;zone difficili&#8221;</li>
<li>Assenza del trauma con conseguente arrossamento ed eritema</li>
<li>Nessuna necessità di sterilizzazione</li>
<li>Velocità di applicazione</li>
<li>Possibilità di trattare anche più punti</li>
</ul>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="299" height="250" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LsJ26P_cyko&amp;hl=it&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="299" height="250" src="http://www.youtube.com/v/LsJ26P_cyko&amp;hl=it&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" wmode="transparent"></embed></object></p>
<p>L&#8217;applicazione del Laser sul punto avviene per un massimo di 30 secondi con una potenza di circa 2mW/cm2. si possono anche modulare le frequenze variando gli Hz in base all&#8217;effetto che si desidera ottenere. Per esempio utilizzando 9 Hz si tende di più a stimolare mentre a 36 Hz si tende di più a sbloccare i meridiani.</p>
<p>Il meccanismo d&#8217;azione della LLLT è duplice sia di tipo:</p>
<ul>
<li><span>Neuronale:</span> l&#8217;energia fotonica della luce causa una alterazione biochimica cellulare con conseguente vasodilatazione per un controllo diretto cerebrale oltre che una inibizione ascendente del dolore.</li>
<li><span>Umorale:</span> l&#8217;impulso determina la liberazione di endorfine dal SNC.</li>
<li>La <span>Laseragopuntura</span> permette così di gestire senza problemi pazienti difficili e in condizioni di traumi fisici generalizzati. Il suo uso si rileva soprattutto utile nel controllo del dolore.</li>
</ul>
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		<title>Medicina Biologica</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina Biologica]]></category>

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Omotossicologia O anche omeopatia del 2000 consiste in una revisione moderna dell&#8217;omeopatia seguendo il geniale empirismo di Hahnemann e utilizza sostanze preparate secondo i canoni della farmacopea omeopatica omotossicologia. Grazie all&#8217;Omotossicologia, l&#8217;Omeopatia è finalmente uscita dall&#8217;isolamento in cui l&#8217;hanno portata gli omeopati unicisti per confrontarsi con la Medicina Accademica trovando un punto di incontro e [...]]]></description>
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<h2>Omotossicologia</h2>
<p>O anche <span>omeopatia del 2000</span> consiste in una revisione moderna dell&#8217;omeopatia seguendo il geniale empirismo di Hahnemann e utilizza sostanze preparate secondo i canoni della farmacopea omeopatica omotossicologia. Grazie all&#8217;Omotossicologia, l&#8217;Omeopatia è finalmente uscita dall&#8217;isolamento in cui l&#8217;hanno portata gli omeopati unicisti per confrontarsi con la Medicina Accademica trovando un punto di incontro e un linguaggio comune. L&#8217;Omotossicologia identifica nelle &#8220;Omotossine&#8221; la causa cui ricondurre etiologicamente tutte le malattie. Tutti gli organismi animali e umani sono attraversati da tossine endogene ed esogene e secondo il principio che &#8220;l&#8217;organismo è un flusso in equilibrio dinamico&#8221;, se l&#8217;omotossina non è particolarmente virulenta e se i sistemi emuntoriali sono efficienti, il soggetto non ha ripercussioni e resta &#8220;sano&#8221;. Altrimenti in caso contrario si determina una alterazione dell&#8217;equilibrio e l&#8217;organismo cercherà di compensare innescando meccanismi supplementari di tipo auto difensivo: &#8220;le malattie&#8221;. Per Reckeweg la malattia è la risultante dell&#8217;interazione tra noxa patogena, fattori ambientali e reattività. Citando il padre dell&#8217;Omotossicologia: &#8220;le malattie sono l&#8217;espressione della lotta dell&#8217;organismo contro le tossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle; ovvero sono l&#8217;espressione della lotta che l&#8217;organismo compie naturalmente per compensare i danni provocati irreversibilmente dalle tossine&#8221;.</p>
<p>Le Caratteristiche Medicine Omeopatiche<br />
<img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/medicinabiologica.png" alt="Medicine" /></p>
<p>I farmaci omotossicologici stimolano la capacità di auto guarigione del paziente attraverso il ripristino delle sue capacità metaboliche, enzimatiche, immunologiche, emuntoriali, giungendo alla definitiva eliminazione del carico tossico responsabile del quadro morboso cioè alla vera guarigione.</p>
<h2>Fitoterapia</h2>
<p>La fitoterapia è quella branca della farmacologia che studia l&#8217;uso terapeutico della piante.</p>
<p>L&#8217;uso delle piante nella medicina risale al terzo millennio a.C. nella Cina dove ancora oggi viene usato secondo i principi della medicina tradizionale cinese. In occidente ha avuto diverse trasformazioni fino ad essere riconosciuta nel 1986 in Francia dal Ministero della Saluta come una terapia con una dignità autonoma.</p>
<p>La fitoterapia si avvale dell&#8217;estratto intero della pianta, delle radici o dei semi, opportunamente preparata e coltivata e resa disponibile sotto forma di capsule, compresse o polvere. Molto importante risulta la fonte in modo che le piante non contengano tracce di metalli pesanti e pesticidi e che le metodologie di preparazione garantiscano la conservazione del principio attivo.</p>
<p>La fitoterapia risulta a tutti gli effetti una terapia farmacologica che richiede la conoscenza di dosaggi e indicazioni cliniche e come la medicina convenzionale non è scevra di effetti collaterali. Anche questa medicina quindi deve essere usata da persone esperte che conoscano le proprietà terapeutiche delle singole piante o radici.</p>
<p>I principi attivi contenuti in un fitocomplesso sono:</p>
<ul>
<li>Gli <span>alcaloidi</span> sono tra le sostanze più attive presenti in natura. La loro azione infatti si esplica anche a bassissima concentrazione.</li>
<li>I <span>glucosidi</span> sono sostanze che possono formare zucchero e sostanze ad azione terapeutica, in presenza di determinati enzimi.</li>
<li>Le <span>mucillagini</span> sono polisaccaridi che si &#8220;gonfiano&#8221; in presenza di acqua, trasformandosi in sostanze ad azione emolliente.</li>
<li>Le <span>saponine</span> sono glucosidi emulsionanti con diversi tipi di proprietà.</li>
<li>I <span>tannini</span> sono composti aventi proprietà astringente, capaci ad esempio di coagulare le proteine del sangue.</li>
</ul>
<p>In medicina veterinaria diverse sono le piante maggiormente usate:</p>
<ul>
<li><span>Aloe vera:</span> proprietà antiedemigene, antinfiammatorie , immunostimolanti</li>
<li><span>Ananas:</span> contiene la bromelina con le note capacità antiedemigene post- traumatiche</li>
<li><span>Arnica:</span> piante dall&#8217;azione antinfiammatoria e antidolorifica</li>
<li><span>Artiglio del diavolo:</span> azione antidolorifica e antinfiammatoria soprattutto sull&#8217;apparato muscolo scheletrico</li>
<li><span>Cardo Mariano (Carciofo):</span> azione disintossicante e rigenerante del fegato</li>
<li><span>Echinacea:</span> pianta dalle cui radici si estraggono principi con notevole attività antibatterica</li>
<li><span>Ginko Biloba:</span> pianta che migliora la circolazione venosa e arteriosa soprattutto quella cerebrale ed è un notevole antiossidante</li>
<li><span>Gingseng e Eleuterecocco:</span> sono i fitoterapici per eccellenza per le loro proprietà energizzanti, toniche e stimolanti, e antiossidanti e immunostimolanti</li>
<li><span>Olio di germe di grano:</span> ricchissimo di Vit. E, Vit del gruppo B e oligoelementi</li>
<li><span>Pompelmo:</span> stimola la secrezione dei succhi gastrici e biliari e i suoi semi hanno azione disinfettante sulle vie urinarie</li>
<li><span>Propoli:</span> raccolta dalle api sulle piante è un potente cicatrizzante e disinfettante e integratore nei periodi di stress o di convalescenza</li>
<li><span>Semi di zucca:</span> proprietà regolarizzanti le disfunzioni della prostata</li>
<li><span>Spirulina:</span> alga ricca di aminoacidi, vitamine e proteine risulta un essenziale integratore in casi di convalescenza o dieta</li>
</ul>
<h2>Fiori di Bach</h2>
<p><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/fioribach1.png" alt="Cane - Fiori di Bach" /></p>
<p>Edward Bach, medico inglese di estrazione omeopatica vissuto tra il 1886 e il 1936, è lo scopritore delle 38 essenze, derivate per la maggior parte da erbe, fiori e alberi (escludendo l&#8217;essenza di Rock Water che si ricava appunto &#8220;dall&#8217;acqua di roccia&#8221;) che, secondo una intuizione personale e un lungo e faticoso percorso di sperimentazione, si sono dimostrati in assonanza con determinati modelli di reazione corporea ed emotiva comune a uomini, animali e piante. Queste essenze vengono estratte secondo antichi procedimenti e sono in grado di riequilibrare i modelli di reazione alterati o, come li definisce meglio il loro scopritore, &#8220;dissonanti&#8221;. Il principio che ricorda questo meccanismo d&#8217;azione è quello del diapason che serve per accordare uno strumento. Sullo stesso meccanismo hanno fondamento le discipline di cristalloterapia e agopuntura. Quando il nostro stato emozionale da troppo tempo si trova in disarmonia anche il fisico ne risente e può esprimersi con la malattia, o meglio con il sintomo. Per questo i Fiori di Bach possono servire anche a curare da soli o insieme a terapie tradizionali uno stato fisico patologico.</p>
<p>La caratteristica sicuramente più allettante di questa disciplina curativa è senza dubbio la totale assenza di effetti collaterali o conseguenze a sovradosaggi.</p>
<p>38 piante suddivise in 7 gruppi a seconda del tipo di disagio:</p>
<ul>
<li>Paura: Rock Rose, Mimulus, Cherry Plum, Aspen.</li>
<li>Incertezza: Cerato, Scleranthus, Gentian, Gorse, Hornbeam, Wild Oat.</li>
<li>Mancanza di interesse per il presente: Clematis, Honeysuckle, Wild Rose, Olive, White Chestnut, Mustard, Chestnut Bud.</li>
<li>Solitudine: Water Violet, Impatiens, Heather.</li>
<li>Ipersensibilità e Iperinfluenzabilità: Agrimony, Centaury, Walnut, Holly.</li>
<li>Disagio, disperazione: Larch, Pine, Elm, Sweet Chestnut, Star of Bethlehem, Willows, Oak, Crab Apple.</li>
<li>Atteggiamento eccessivo con sé e con gli altri: Chicory, Vervain, Vine, Beech, Rock Water.</li>
</ul>
<p><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/fioribach2.png" alt="Cane - Fiori di Bach" /></p>
<p>Per ogni paziente si scelgono uno o più rimedi in assonanza con le problematiche comportamentali e/o fisiche. Questo nell&#8217;animale si fa rivolgendo al proprietario diverse domande su come il cane o gatto o altro reagiscono in diverse situazioni , quali sono i rapporti con i familiari umani e animali e individuando eventuali traumi anche dalla nascita. Fondamentale è l&#8217;osservazione da parte del medico del comportamento del paziente e l&#8217;atteggiamento del proprietario ricordando quanto i nostri amici a 4 zampe siano legati psicologicamente al loro padrone. Non infrequentemente animale e proprietario possono beneficiare degli stessi rimedi. Individuata la &#8220;ricetta&#8221; i fiori sono messi in delle provette contagocce diluite con acqua e vanno somministrate 4 gocce 4 volte al giorno. In alternativa si possono diluire nella ciotola dell&#8217;acqua in modo che il cane o gatto possano bere ogni volta che ne sentano il bisogno. Alcune volte l&#8217;animale può presentare una fase così detta di transizione durante la quale è possibile notare comportamenti o atteggiamenti che differiscono dalle normali abitudini del soggetto; questo elemento non deve allarmare i proprietari poiché significa solo che il fiore sta effettivamente &#8220;lavorando&#8221;.</p>
<p>Rescue Remedy o rimedio della <span>Emergenza</span>: si tratta di un preparato di più fiori studiato per superare momenti di shock o grandi paure. Si può somministrare direttamente dalla bottiglina già pronta e aiuta ad evitare di interiorizzare profondamente una paura o angoscia in modo che non lasci segni sulla nostra anima. E&#8217; indicato anche prima di interventi chirurgici o durante un ricovero in clinica o per superare traumi psichici ma anche fisici importanti. Da considerare che Rescue remedy è utile anche nell&#8217;ultima fase della vita per accompagnare serenamente il nostro amico verso la morte e permettergli di lasciare il corpo senza angoscia e paura. Quando il proprietario si sente di fare questo difficile cammino è utile che anche lui prenda queste gocce per poter affrontare più serenamente il distacco. Il Rescue Remedy è l&#8217;unica combinazione di essenze tramandata direttamente dal loro scopritore. In molti casi il Rescue Remedy rappresenta un vero e proprio salva vita!</p>
<p><img src="http://www.clinicaviaemilia.it/wp-content/uploads/2009/11/fioribach3.png" alt="Cane - Fiori di Bach" /></p>
<p>Per il trattamento di sintomi cosiddetti &#8220;locali&#8221; l&#8217;alternativa al rescue remedy è la rescue cream, che ne ha la stessa composizione con l&#8217;aggiunta di Crab Apple, fiore della &#8220;pulizia&#8221; (particolarmente efficace come antisettico e detergente).</p>
<p>&#8220;Abbiamo accumulato tante ferite, e se non ne siamo consapevoli tutte le nostre azioni diventano reazioni a quelle ferite. Nella conoscenza di sé c&#8217;è la fine del dolore e, quindi, l&#8217;inizio della saggezza.&#8221;</p>
<p>J. Krishnamurti</p>
<h2>Micologia o Micoterapia</h2>
<p>Oggi i funghi sono riconosciuti come facenti parte del mondo animale e non vegetale e come tale sono molto più vicini all&#8217;animale che alle piante. Funghi e animali spesso possono esser colpiti dagli stessi microrganismi. Sebbene alcune specie di Funghi e di Batteri sono patogene e/o velenose, la vita dell&#8217;uomo nell&#8217;ecosistema non sarebbe possibile senza funghi.</p>
<p>I primi riferimenti ai funghi terapeutici risalgono al 250 a.C. in Cina ancora oggi i funghi sono usati in accordo con Medicina tradizionale Cinese. Come molti rimedi della TMC, i funghi lavorano lentamente dal profondo verso l&#8217;esterno. I funghi medicinali sono stati utilizzati per millenni nella Medicina Tradizionale Cinese e in generale per il mantenimento di un buono stato di salute. Gli standard terapeutici della medicina orientale non sono condivisi dalla medicina occidentale, tuttavia negli ultimi 10-20 anni la ricerca scientifica ha fornito una grande quantitá di informazioni sui composti bioattivi contenuti nei funghi medicinali e sui loro meccanismi di azione evidenziando il potenziale beneficio da essi offerto. Attualmente si conoscono almeno 270 specie di funghi con diverse proprietà terapeutiche, negli ultimi 30 anni molti lavori sperimentali sui funghi hanno evidenziato proprietà antiossidanti, antipertensive, ipocolesterolemizzanti, epatoprotettive, antifibrotiche, antidiabetiche, antinfiammatorie, antivirali e antimicrobiche, nonché stimolazione immunologica e antineoplastica. Questi ruoli sono svolti dai funghi tramite la loro azione Enzimatica con azione antiossidante, azione dei polisaccaridi con attività immunomodulante e antitumorale, e azione dei metaboliti secondari.</p>
<p>II regno dei funghi, che comprende in realtá anche le muffe e i lieviti, vanta milioni di esemplari, ma di questi solo una parte è stata finora studiata per comprenderne le caratteristiche e le proprietá. E&#8217; un mondo affascinante, che gli scienziati indagano non solo a scopi conoscitivi: alcune delle sostanze prodotte dal metabolismo secondario dei funghi hanno infatti proprietá medicinali, soprattutto antibiotiche (es. penicillina) molto usate dalla medicina occidentale, altre potranno forse essere impiegate nella lotta ai tumori (es. la spirolaxina con attivitá antiangiogenetica).</p>
<p>Attualmente l&#8217;evidenza degli effetti positivi dei funghi nel trattamento delle malattie degenerative trova sempre maggiori conferme anche da parte della medicina occidentale e sempre piú composti da essi isolati si dimostrano promettenti. In questo contesto si inserisce l&#8217;iniziativa di un gruppo di professionisti: medici, biologi, farmacisti e veterinari che hanno recentemente costituito l&#8217;Associazione Scientifica Internazionale senza fini di lucro chiamata International Mycotherapy Institute.</p>
<p>In campo veterinario molto interessante si presentano gli studi effettuati sul controllo dell&#8217;evoluzione del fibrosarcoma del gatto, sul controllo degli effetti collaterali dei chemio farmaci e sul rallentamento della crescita di molti tumori, e sull&#8217;effetto immunomodulante in gatti Fiv e Felv positivi.</p>
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