Cos’è l’Ozono
Apparecchio per l’ozono terapia

L’Ozono (O3) è la forma triatomica dell’ossigeno (O2).
In natura l’ozono si crea tramite i raggi ultravioletti e tramite il lampo che riesce a dare l’Energia necessaria in modo che 3 molecole di Ossigeno diventino 2 molecole di ozono:
3 O2 + En = 2 O3
In medicina l’ozono viene prodotto da apposite macchine che utilizzano come fonte di ossigeno le bombole di Ossigeno medicale (puro) lo trasforma in ozono che sotto forma di gas viene prelevato dall’operatore.
Metodi di Applicazione
Diverse sono le metodologie di applicazione dell’ozono. Dal medico dipende la scelta dell’applicazione e il dosaggio (espresso in microgrammi per millilitro) in base alla patologia e alle condizioni del cane. I principali metodi per somministrare l’Ozono sono :
Grande Autoemotrasfusione: (GAET), consiste nel prelevare una grande quantità di sangue dal cane in rapporto al suo peso corporeo e allo stress ossidativo in cui si trova (circa 3ml /KG). Generalmente in un cane sopra i 20 Kg il prelievo avviene tramite una sacca da trasfusione e dalla vena giugulare mentre in cani più piccoli si utilizzano siringhe opportunamente eparinizzate. Il sangue viene poi miscelato con un’adatta quantità di ossigeno ozono in un rapporto di 1:1, ad una concentrazione stabilita dal medico in base alla patologia. Dopo aver effettuato la miscela e aver osservato il cambiamento di colore (da rosso scuro a rosso brillante) il sangue viene reinfuso al paziente. Alla reinfusione segue una flebo di soluzione fisiologica (NaCl) arricchita di Vit.C e del gruppo B per modulare lo stress ossidativo sfruttando le proprietà antiossidanti di queste vitamine e un cocktail di farmaci omotossicologici specifici per la patologia del paziente. Durata del trattamento è di circa 1, 1 ½ ora, in cui il cane effettuato il prelievo, si troverà comodamente sdraiato su un cuscino senza subire alcun dolore.
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Piccola Autoemoterapia: (PAET), consiste nel prelevare una piccola quantità di sangue dal cane (circa 0,5ml /KG) prelevandolo da una vena periferica tramite una siringa opportunamente eparinizzata e aggiungendo una uguale quantità di gas ad una concentrazione stabilita. L’intera siringa viene poi iniettata nel muscolo del cane/gatto. Durata del trattamento è di 20 minuti circa solitamente è ben tollerato.

Insufflazione rettale: tramite un catetere si introduce direttamente il gas nel retto ad una quantità e ad una concentrazione stabilita da caso a caso, tramite l’assorbimento dal plesso venoso rettale è possibile così avere anche un effetto sistemico. Durata del trattamento 10-15 minuti eseguendo una insufflazione lenta e delicata in modo da non creare disagio nel paziente.

Insufflazione vescicale: tramite un catetere vescicale e sotto guida ecografica, dopo opportuno svuotamento si introduce lentamente del gas in vescica. Questa tecnica richiede un paziente consensiente e se è così può svolgersi senza particolare disagio anche in 15 minuti.
Iniezione sottocutanea: si inietta lentamente il gas in prossimità della lesione da trattare. Si ottiene così un effetto antalgico, antibatterico e rivascolarizzante.
Intramuscolare: consiste nell’iniettare la miscela gassosa direttamente nel muscolo per riattivare dei processi metabolici. L’iniezione se effettuata nei muscoli dorsali si chiama “paravertebrale” e si usa nella terapia dell’ernia discale. Durata del trattamento è di 5-10minuti ed è in genere ben tollerata.

Intrarticolare: consiste nell’iniezione di gas a bassa concentrazione direttamente in cavità articolare. Iniezione periarticolare si intende l’iniezione sottocutanea di gas in corrispondenza dell’articolazione da trattare.
Bagging: consiste nell’avvolgere l’estremità di un arto affetto da una lesione direttamente in un sacchetto speciale di plastica che verrà poi riempito di gas a concentrazione variabile in base alla lesione.
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Acqua ozonizzata: consiste nel far gorgogliare l’ozono in un recipiente chiuso di acqua demineralizzata o bi distillata fino ad ottenere la concentrazione di ozono preferita ,nell’acqua. L’uso può essere locale (direttamente su delle ferite o fistole) o per ingestione in caso di patologie gastrointestinali.
Uso topico: l’ozono si trova anche sottoforma di creme ,pomate e oli ozonizzati ( anche a concentrazioni molto elevate di 1000 microgrammi per ml di olio). Oltre che per uso topico possono essere somministrate per Os, per via rettale e vaginale.
Indicazioni Generali all’uso dell’Ossigeno-Ozonoterapia
Questa metodica, ormai consolidata da anni di esperienza clinico-scientifica, può essere utilizzata da sola, come unica terapia, per risolvere alcune patologie oppure in associazione alle terapie classiche per potenziarne gli effetti.
I campi di applicazione in cui l’ozono può essere di notevole aiuto sono:
- Ortopedia, reumatologia e traumatologia come artrosi, artrite anche autoimmune, tendiniti e discopatie cervicali e lombari
- Problemi neurologici centrali: esiti di ischemia cerebrale o patologie infiammatorie o da ipoperfusione cerebrale
- Disturbi della circolazione arteriosa, venosa e linfatica (ulcere da decubito, lifedema,necrosi tessutale post-traumatica)
- Epatopatie di ogni genere
- Problemi renali
- Retinopatie su base vascolare e dismetabolica
- Apparato gastroenterico: gastriti, duodeniti, coliti anche autoimmuni
- Apparato genito-urinario: cistite croniche anche gravi, vaginiti
- Patologie dismetaboliche: ipercolesterolemia e iperglicemia (diabete) con le loro complicanze
- Apparato tegumentario (dermatologia): eczemi, dermatiti croniche, micosi.
- Patologie autoimmuni e da deficienza immunitaria
- Astenia su base funzionale e organica
- Fisioterapia
- Antiaging
Meccanismo d’Azione
L’Ossigeno – ozono terapia è una tecnica dolce che sfrutta le potenzialità dell’ozono che combinato con l’ossigeno (in una miscela composta per il 99.99997% da ossigeno e dallo 0,00003% da ozono), stimola e aumenta i meccanismi di protezione nei confronti della produzione dei radicali liberi determinandone anche la riduzione. L’obbiettivo di questa terapia è il raggiungimento di uno stato di equilibrio fra i sistemi antiossidanti e i radicali liberi, equilibrio che corrisponde ad uno stato di salute.
La Gaet è la tecnica che meglio sfrutta questa azione per il suo effetto sistemico. Si tratta di re infondere del sangue ossigenato e opportunamente “attivato” per innescare una reazione biochimica e metabolica che ha come obbiettivo:
- Ossigenare i tessuti in tutte le patologie che necessitano di una maggiore ossigenazione
- Stimolare sistemi antiossidanti silenti
- Neoangiogenesi con la formazione di nuovi vasi sanguigni anche in zone distali e traumatizzate
- Liberare sostanze quali interleuchine, citochine e interferone… per modulare una risposta immunitaria, endorfine per avere un effetto antalgico
- Stimolare la produzione di linfociti T per combattere una infezione
- Aumentare l’ATP intracellulare necessario per la vita e la replicazione e l’attività cellulare
- Azione mio trofica per combattere l’atrofia muscolare
- Stimolare i fibroblasti e il collagene per attivare processi riparativi tessutali
- Effetto ipoglicemizzante
Inoltre il controllo dello stress ossidativo migliora la risposta terapeutica del paziente e lo mette in grado di affrontare meglio la sua patologia.
La Paet ha un effetto più di immunostimolazione e attivazione dei processi metabolici.
L’iniezione paraverterbrale svolge azione decontratturante sul muscolo colpito, riva scolarizzante e antiedemigena sulla radice nervosa coinvolta da un processo irritativo di grado variabile (piccola-grave ernia discale o osteofitosi vertebrale). Inoltre l’applicazione costante permette una azione diretta e indiretta sul disco vertebrale alterato normalizzandone la struttura biochimica.
La insufflazione rettale ha effetto locale tramite il contatto diretto fra gas e parete intestinale svolgendo così una potente azione antinfiammatoria e riequilibrante dei tessuti e inoltre può dar origine ad un effetto sistemico tramite il suo riassorbimento dai plessi venosi dando origine ad una azione simile a quella di una Gaet.
L’infiltrazione intrarticolare svolge una potente azione antinfiammatoria mentre a dosaggi bassi stimola la rigenerazione cartilaginea e abbassa la soglia di radicali liberi responsabili del mantenimento di una condizione flogistica e algica.
Le applicazioni topiche sfruttano le potenti azioni antibatteriche, antivirali e antim
Controindicazioni / Effetti collaterali
L’Ozono se usato da persone esperte e con macchinari affidabili non può essere pericoloso.
Essendo costituito principalmente da ossigeno non crea reazioni allergiche.
Comunque nelle Grandi Autoemotrasfusioni è opportuno valutare lo stress ossidativo del paziente in modo da modulare bene le concentrazioni per non avere l’ effetto boomerang con un peggioramento dello stress ossidativo e conseguente indebolimento del paziente.
Le controindicazioni sono:
- Ipertiroidismo
- Alcune aritmie cardiache
- Anemie emolitiche gravi non controllate
- Alcuni tipi di tumore
- Crisi ipoglicemiche
- Allergie cutanee con forte componente istaminica
- Febbre elevata
L’effetto collaterale sta soprattutto nella cattiva esperienza dell’operatore (esclusivamente medico veterinario) e nell’uso di macchinari poco affidabili per le concentrazione di ozono emesse rischiando di somministrare dosi troppo elevate.
Raramente si osserva durante le iniezioni paravertebrali dolore al momento dell’inculo cosa che comunque è legata ad una forte contrazione antalgica dei muscoli con sensazione di pressione del gas in uno spazio poco dilatabile e/o ad una concentrazione di ozono troppo elevata. Con il proseguo della terapia questa condizione va però migliorando.
Tutte le tecniche possono essere applicate su paziente sveglio solo nel caso della discolisi si richiede anestesia profonda.
Vantaggi dell’Ozonoterapia:
- Non richiede l’uso di farmaci con i conseguenti effetti tossici o/e permette di ridurre dosi e tempi di somministrazione dei farmaci tradizionali
- Non richiede ospedalizzazione ne anestesia (tranne nella discolisi)
- Si può abbinare comodamente anche alle terapie in corso
- La discolisi e le iniezioni paravertebrali possono evitare un intervento chirurgico.
- Qualsiasi tecnica si scelga non vi sono incisioni chirurgiche.
Importante: L’ozono va considerato come un vero e proprio farmaco con i suoi dosaggi e le sue regole e per avere successo deve seguire un iter diagnostico completo e approfondito ( es. TAC, RMN, Esami del sangue)
Domande Frequenti
L’effetto della ozonoterapia dipende dalla suggestione del paziente?
No, questa medicina non rientra nella categoria delle medicine complementari (quali omeopatia , Agopuntura ecc…) e non dipende dall’effetto placebo. Si tratta di una terapia che modula e sfrutta i processi biochimici del paziente. La difficoltà e la diversità rispetto alla medicina classica risiede nel fatto che interagisce su un paziente che si trova in una condizione biochimica (stress ossidi dativo) personale e individuale non simile ad un altro ne al suo stato del giorno prima , ed è per questo che si dice che l’ozonoterapia va adattata e che il protocollo terapeutico va personalizzato.
Il mio cane è stato peggio dopo l’ozono devo continuare?
Si, la reazione all’ozono del paziente è fondamentale per il medico curante per modulare ed adattare lo schema terapeutico. Sono possibili reazione quali stanchezza e peggioramento generale e in questo caso vanno ricercate altre possibili cause concomitanti di malessere, o si deve abbassare la dose di ozono e /o aggiungere degli antisossidanti specifici.
Quando faccio l’ozono devo interrompere le altre terapie in corso?
No, se si decide di farlo è sotto consiglio del medico e d’accordo con il proprietario, altrimenti è possibile continuare l’ozono non è condizionato dalla terapia in corso.
Ho sentito dire che nelle persone le infiltrazioni paravertebrali fanno molto male…
La capacità di sopportare il dolore è sempre molto personale ma dipende anche da alcune condizioni cliniche in cui ci si trova. Una sofferenza cronica e intensa ci porta ad avere un paziente più intollerante al dolore ma anche molto contratto con un quadro di ischemia nervosa importante, in questo caso le prime sedute possono essere dolorose. Si può ovviare a questo usando all’inizio aghi più sottili e piccoli, dosi di ozono più basse e associando 1 o 2 sedute di Gaet così da avere un effetto antalgico e rivascolarizzante , riattivando i processi metabolici bloccati.
Un mio conoscente ha fatto L’ozono per l’ernia discale senza risultato…
Ricordiamoci sempre che ogni caso è un caso a sé (proprio perché siamo “unici”) e che non si può valutare un caso astratto. Molti fattori contribuiscono ad una patologia e alla sua guarigione e non tutti i medici sono bravi. Inoltre proprio perché l’ozono non è magia può avere una percentuale di fallimento.
Come posso sapere che il miglioramento del mio cane non sia un fenomeno passeggero?
Nel caso dell’ernia discale noi consigliamo sempre una TAC di controllo 4-5 mesi dopo la fine del ciclo di terapia, considerando che la completa normalizzazione del disco può avvenire anche in tempi maggiori ma dovrebbe essere già visibile il suo miglioramento.
Nel caso di trattamenti per problemi internistici la guarigione è chiaramente un fenomeno permanente
Cos’è l’Ernia Discale
L’ernia discale consiste in uno spostamento del disco vertebrale con compressione di grado variabile sulle radici nervose e sul midollo.
L’ernia discale può essere classificata in tre stadi:
Protusione o bulging discale: quando il disco è appena protuso e deborda nel canale vertebrale senza determinare una vera compressione e il dolore è vago e saltuario e mai molto forte.
Ernia piccola: quando il disco è gravemente deformato con compressione sulle radici nervose e sul midollo. Questa fase si accompagna a forte dolore, spesso anche insopportabile e lievi sintomi deficitari da formicolio a ritardo della propriocezione.
Ernia voluminosa espulsa: quando l’anulus fibroso (la parte fibrocartilaginea che circonda il cuore o nucleo polpso del disco) si è rotto con espulsione del nucleo polposo con sintomatologia dolorosa più o meno grave ma sempre accompagnata da gravi segni di deficit neurologici da iporiflessia ad ariflessia con incapacità alla deambulazione.
Ognuno di questi stadi può rimanere come tali o può evolvere in stadi successivi. Mentre il primo stadio può anche essere inquadrato in quella categoria di ernie che possono “guarire” da sole, il terzo stadio richiede quasi sempre un intervento chirurgico immediato.
L’ernia discale per la sua complessità si deve inquadrare non solo come un fenomeno meccanico (compressione sul nervo o sul midollo) ma soprattutto come un fenomeno biochimico tanto da poter essere inquadrato in una sindrome chiamata conflitto disco-radicolare.
Con questa patologia si intendono tutti quei fenomeni biochimici di ischemia e intossicazione radicolare e midollare che seguono la compressione e che sono poi la causa del dolore e della degenerazione.
In questa ottica l’Ossigeno-Ozono terapia meglio di ogni altra terapia permette con un meccanismo puramente biochimico di interrompere questi fenomeni degenerativi permettendo la restituito ad integrum dei tessuti colpiti.
Trattamento dell’Ernia Discale
L’ernia discale di grado medio-lieve (protusioni discali e ernie espulse non iperalgiche e non associate a perdita della sensibilità profonda ) possono essere risolte con tecniche di chirurgia microinvasiva e conservativa, con l’uso dell’ossigeno-ozono.
I modi di applicazione sono:
Infiltrazioni Paravertebrali: sono iniezioni di Ossigeno ozono a concentrazioni variabili (da 8-15 microgrammi per milliletro) eseguite nei muscoli paravertebrali corrispondente al distretto interessato dalla patologia . La quantità di gas iniettata dipende dalla mole del soggetto (da 5ml a 10ml) e si possono trattare anche più di una zona della colonna affetta da patologia discale.
L’ozono ha funzioni analgesiche, antinfiammatorie e miorilassanti. Esiste dimostrazione radiologica mediante TAC eseguite subito dopo l’infiltrazione che il gas arrivi in zona peridiscale confermando così il meccanismo d’azione sul conflitto disco-radicolare.
Questa metodica richiede pochi minuti ma necessita di almeno 8-10 sedute per ottenere la risoluzione del problema, la sintomatologia migliora però già dopo le prime sedute.
Iniezione paravertebrale sotto controllo TAC

Infiltrazione Foraminale: sono infiltrazioni eseguite in regione intraforaminale sotto guida radiologica (TAC o Intensificatore di brillanza). Questa metodica sfrutta gli stessi principi delle altre con risultati quasi sovrapponibili.
Nucleolisi o Discolisi: sono infiltrazioni di ossigeno-ozono , ad elevata concentrazione e a quantità elevata variabile in base alla taglia del paziente e alle condizioni del disco intervertebrale, eseguite sotto guida radiologica (Tac o Intensificatore di brillanza) direttamente nel nucleo polposo del disco interessato dell’ernia. Con questa tecnica si sfruttano le proprietà dell’ozono di degradare i glicosaminoglicani che costituiscono il nucleo polposo riducendo quindi la pressione intradiscale. Questa tecnica richiede l’anestesia generale per ottenere l’assoluta immobilità del paziente , non vi sono tagli chirurgici e si raccomanda riposo e tranquillità per 2-3 giorni dopo l’intervento. In una seduta è possibile anche trattare più di una ernia. Nel 90% dei casi una solo applicazione risolta sufficiente per degradare il disco erniato raramente ci sono ernie particolarmente resistenti che richiedono a distanza un secondo trattamento. La terapia con discolisi generalmente si completa con infiltrazioni paravertebrali prima e dopo la discolisi in modo da agire sui processi metabolici responsabili del dolore e della degenerazione .
Meccanismo d’Azione
dell’Ossigeno-Ozonoterapia nell’ernia discale
Studi biologici e anatomopatologici degli ultimi anni hanno dimostrato che la semplice compressione meccanica del disco sul midollo e sulla radice nervosa (ernia) non basta per spiegare la violenza della sintomatologia dolorosa e neurologica del paziente. In realtà la patologia “ernia discale” si inquadra in un processo biochimico molto più complesso e indicato come Conflitto Disco-Radicolare. Studi hanno dimostrato come la degenerazione discale comporta la liberazione di sostanze acide che intossicano la radice nervosa con conseguente aumento dei radicali liberi che sono alla base del fenomeno degenerativo. La maggio parte del danno del tessuto nervoso è quindi la conseguenza di una ischemia e di una intossicazione chimica. La terapia dell’ernia deve di conseguenza tenere sì conto della compressione meccanica del disco ma anche deve modificare l’ambiente biochimico perinervoso e interrompere la degenerazione biochimica midollare.
L’ozono è la sostanza che si è recentemente posta all’attenzione della comunità scientifica per i molteplici ed importanti effetti sia per l’effetto biochimico a breve termine come analgesico e antinfiammatorio e miorilassante e iperossigenante, e sia per l’effetto di disidratazione del disco con conseguente riduzione di volume.
L’azione dell’Ossigeno-ozono sull’ernia discale si può quindi riassumere in due azioni principali:
Azione Biologica: Ripolarizzazione della membrana cellulare, che determina la restituito ad integrum della funzione cellulare e quindi tessutale, ottimizzando così sia la “guarigione “ del disco sia dei tessuti circostanti.
Immunoregolazione con induzione alla produzione di citochine quali Interferone, Tumor Necrosis Factor e interleuchine, granulopoietine e Transforming growht factor beta che sono coinvolti nel processo di guarigione riparazione con produzione sia locale che sistemica dopo infiltrazione di gas.
Ossigenazione dei tessuti con aumento del a perfusione ematica responsabile nell’attenuare l’ischemia e l’edema radicolare
Neoangiogenesi con possibilità di arriva per via ematica di fibroblasti che iniziano il processo di formazione di tessuto connettivale di riparazione
Vascolarizzazione nuova intorno al disco che comporta una ossigenazione e nutrizione diretta e non solo per perfusione del disco
Azione Biomeccanica: Azione diretta sulla superfice discale con rottura dei doppi legami delle catene macromolecolari dell’anulus deformato e rotto (e riconosciuto come patologico) con conseguente destrutturazione biochimica che porta alla “disidratazione”e riduzione di volume della parte del disco erniato.











