Omotossicologia
O anche omeopatia del 2000 consiste in una revisione moderna dell’omeopatia seguendo il geniale empirismo di Hahnemann e utilizza sostanze preparate secondo i canoni della farmacopea omeopatica omotossicologia. Grazie all’Omotossicologia, l’Omeopatia è finalmente uscita dall’isolamento in cui l’hanno portata gli omeopati unicisti per confrontarsi con la Medicina Accademica trovando un punto di incontro e un linguaggio comune. L’Omotossicologia identifica nelle “Omotossine” la causa cui ricondurre etiologicamente tutte le malattie. Tutti gli organismi animali e umani sono attraversati da tossine endogene ed esogene e secondo il principio che “l’organismo è un flusso in equilibrio dinamico”, se l’omotossina non è particolarmente virulenta e se i sistemi emuntoriali sono efficienti, il soggetto non ha ripercussioni e resta “sano”. Altrimenti in caso contrario si determina una alterazione dell’equilibrio e l’organismo cercherà di compensare innescando meccanismi supplementari di tipo auto difensivo: “le malattie”. Per Reckeweg la malattia è la risultante dell’interazione tra noxa patogena, fattori ambientali e reattività. Citando il padre dell’Omotossicologia: “le malattie sono l’espressione della lotta dell’organismo contro le tossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle; ovvero sono l’espressione della lotta che l’organismo compie naturalmente per compensare i danni provocati irreversibilmente dalle tossine”.
Le Caratteristiche Medicine Omeopatiche

I farmaci omotossicologici stimolano la capacità di auto guarigione del paziente attraverso il ripristino delle sue capacità metaboliche, enzimatiche, immunologiche, emuntoriali, giungendo alla definitiva eliminazione del carico tossico responsabile del quadro morboso cioè alla vera guarigione.
Fitoterapia
La fitoterapia è quella branca della farmacologia che studia l’uso terapeutico della piante.
L’uso delle piante nella medicina risale al terzo millennio a.C. nella Cina dove ancora oggi viene usato secondo i principi della medicina tradizionale cinese. In occidente ha avuto diverse trasformazioni fino ad essere riconosciuta nel 1986 in Francia dal Ministero della Saluta come una terapia con una dignità autonoma.
La fitoterapia si avvale dell’estratto intero della pianta, delle radici o dei semi, opportunamente preparata e coltivata e resa disponibile sotto forma di capsule, compresse o polvere. Molto importante risulta la fonte in modo che le piante non contengano tracce di metalli pesanti e pesticidi e che le metodologie di preparazione garantiscano la conservazione del principio attivo.
La fitoterapia risulta a tutti gli effetti una terapia farmacologica che richiede la conoscenza di dosaggi e indicazioni cliniche e come la medicina convenzionale non è scevra di effetti collaterali. Anche questa medicina quindi deve essere usata da persone esperte che conoscano le proprietà terapeutiche delle singole piante o radici.
I principi attivi contenuti in un fitocomplesso sono:
- Gli alcaloidi sono tra le sostanze più attive presenti in natura. La loro azione infatti si esplica anche a bassissima concentrazione.
- I glucosidi sono sostanze che possono formare zucchero e sostanze ad azione terapeutica, in presenza di determinati enzimi.
- Le mucillagini sono polisaccaridi che si “gonfiano” in presenza di acqua, trasformandosi in sostanze ad azione emolliente.
- Le saponine sono glucosidi emulsionanti con diversi tipi di proprietà.
- I tannini sono composti aventi proprietà astringente, capaci ad esempio di coagulare le proteine del sangue.
In medicina veterinaria diverse sono le piante maggiormente usate:
- Aloe vera: proprietà antiedemigene, antinfiammatorie , immunostimolanti
- Ananas: contiene la bromelina con le note capacità antiedemigene post- traumatiche
- Arnica: piante dall’azione antinfiammatoria e antidolorifica
- Artiglio del diavolo: azione antidolorifica e antinfiammatoria soprattutto sull’apparato muscolo scheletrico
- Cardo Mariano (Carciofo): azione disintossicante e rigenerante del fegato
- Echinacea: pianta dalle cui radici si estraggono principi con notevole attività antibatterica
- Ginko Biloba: pianta che migliora la circolazione venosa e arteriosa soprattutto quella cerebrale ed è un notevole antiossidante
- Gingseng e Eleuterecocco: sono i fitoterapici per eccellenza per le loro proprietà energizzanti, toniche e stimolanti, e antiossidanti e immunostimolanti
- Olio di germe di grano: ricchissimo di Vit. E, Vit del gruppo B e oligoelementi
- Pompelmo: stimola la secrezione dei succhi gastrici e biliari e i suoi semi hanno azione disinfettante sulle vie urinarie
- Propoli: raccolta dalle api sulle piante è un potente cicatrizzante e disinfettante e integratore nei periodi di stress o di convalescenza
- Semi di zucca: proprietà regolarizzanti le disfunzioni della prostata
- Spirulina: alga ricca di aminoacidi, vitamine e proteine risulta un essenziale integratore in casi di convalescenza o dieta
Fiori di Bach

Edward Bach, medico inglese di estrazione omeopatica vissuto tra il 1886 e il 1936, è lo scopritore delle 38 essenze, derivate per la maggior parte da erbe, fiori e alberi (escludendo l’essenza di Rock Water che si ricava appunto “dall’acqua di roccia”) che, secondo una intuizione personale e un lungo e faticoso percorso di sperimentazione, si sono dimostrati in assonanza con determinati modelli di reazione corporea ed emotiva comune a uomini, animali e piante. Queste essenze vengono estratte secondo antichi procedimenti e sono in grado di riequilibrare i modelli di reazione alterati o, come li definisce meglio il loro scopritore, “dissonanti”. Il principio che ricorda questo meccanismo d’azione è quello del diapason che serve per accordare uno strumento. Sullo stesso meccanismo hanno fondamento le discipline di cristalloterapia e agopuntura. Quando il nostro stato emozionale da troppo tempo si trova in disarmonia anche il fisico ne risente e può esprimersi con la malattia, o meglio con il sintomo. Per questo i Fiori di Bach possono servire anche a curare da soli o insieme a terapie tradizionali uno stato fisico patologico.
La caratteristica sicuramente più allettante di questa disciplina curativa è senza dubbio la totale assenza di effetti collaterali o conseguenze a sovradosaggi.
38 piante suddivise in 7 gruppi a seconda del tipo di disagio:
- Paura: Rock Rose, Mimulus, Cherry Plum, Aspen.
- Incertezza: Cerato, Scleranthus, Gentian, Gorse, Hornbeam, Wild Oat.
- Mancanza di interesse per il presente: Clematis, Honeysuckle, Wild Rose, Olive, White Chestnut, Mustard, Chestnut Bud.
- Solitudine: Water Violet, Impatiens, Heather.
- Ipersensibilità e Iperinfluenzabilità: Agrimony, Centaury, Walnut, Holly.
- Disagio, disperazione: Larch, Pine, Elm, Sweet Chestnut, Star of Bethlehem, Willows, Oak, Crab Apple.
- Atteggiamento eccessivo con sé e con gli altri: Chicory, Vervain, Vine, Beech, Rock Water.

Per ogni paziente si scelgono uno o più rimedi in assonanza con le problematiche comportamentali e/o fisiche. Questo nell’animale si fa rivolgendo al proprietario diverse domande su come il cane o gatto o altro reagiscono in diverse situazioni , quali sono i rapporti con i familiari umani e animali e individuando eventuali traumi anche dalla nascita. Fondamentale è l’osservazione da parte del medico del comportamento del paziente e l’atteggiamento del proprietario ricordando quanto i nostri amici a 4 zampe siano legati psicologicamente al loro padrone. Non infrequentemente animale e proprietario possono beneficiare degli stessi rimedi. Individuata la “ricetta” i fiori sono messi in delle provette contagocce diluite con acqua e vanno somministrate 4 gocce 4 volte al giorno. In alternativa si possono diluire nella ciotola dell’acqua in modo che il cane o gatto possano bere ogni volta che ne sentano il bisogno. Alcune volte l’animale può presentare una fase così detta di transizione durante la quale è possibile notare comportamenti o atteggiamenti che differiscono dalle normali abitudini del soggetto; questo elemento non deve allarmare i proprietari poiché significa solo che il fiore sta effettivamente “lavorando”.
Rescue Remedy o rimedio della Emergenza: si tratta di un preparato di più fiori studiato per superare momenti di shock o grandi paure. Si può somministrare direttamente dalla bottiglina già pronta e aiuta ad evitare di interiorizzare profondamente una paura o angoscia in modo che non lasci segni sulla nostra anima. E’ indicato anche prima di interventi chirurgici o durante un ricovero in clinica o per superare traumi psichici ma anche fisici importanti. Da considerare che Rescue remedy è utile anche nell’ultima fase della vita per accompagnare serenamente il nostro amico verso la morte e permettergli di lasciare il corpo senza angoscia e paura. Quando il proprietario si sente di fare questo difficile cammino è utile che anche lui prenda queste gocce per poter affrontare più serenamente il distacco. Il Rescue Remedy è l’unica combinazione di essenze tramandata direttamente dal loro scopritore. In molti casi il Rescue Remedy rappresenta un vero e proprio salva vita!

Per il trattamento di sintomi cosiddetti “locali” l’alternativa al rescue remedy è la rescue cream, che ne ha la stessa composizione con l’aggiunta di Crab Apple, fiore della “pulizia” (particolarmente efficace come antisettico e detergente).
“Abbiamo accumulato tante ferite, e se non ne siamo consapevoli tutte le nostre azioni diventano reazioni a quelle ferite. Nella conoscenza di sé c’è la fine del dolore e, quindi, l’inizio della saggezza.”
J. Krishnamurti
Micologia o Micoterapia
Oggi i funghi sono riconosciuti come facenti parte del mondo animale e non vegetale e come tale sono molto più vicini all’animale che alle piante. Funghi e animali spesso possono esser colpiti dagli stessi microrganismi. Sebbene alcune specie di Funghi e di Batteri sono patogene e/o velenose, la vita dell’uomo nell’ecosistema non sarebbe possibile senza funghi.
I primi riferimenti ai funghi terapeutici risalgono al 250 a.C. in Cina ancora oggi i funghi sono usati in accordo con Medicina tradizionale Cinese. Come molti rimedi della TMC, i funghi lavorano lentamente dal profondo verso l’esterno. I funghi medicinali sono stati utilizzati per millenni nella Medicina Tradizionale Cinese e in generale per il mantenimento di un buono stato di salute. Gli standard terapeutici della medicina orientale non sono condivisi dalla medicina occidentale, tuttavia negli ultimi 10-20 anni la ricerca scientifica ha fornito una grande quantitá di informazioni sui composti bioattivi contenuti nei funghi medicinali e sui loro meccanismi di azione evidenziando il potenziale beneficio da essi offerto. Attualmente si conoscono almeno 270 specie di funghi con diverse proprietà terapeutiche, negli ultimi 30 anni molti lavori sperimentali sui funghi hanno evidenziato proprietà antiossidanti, antipertensive, ipocolesterolemizzanti, epatoprotettive, antifibrotiche, antidiabetiche, antinfiammatorie, antivirali e antimicrobiche, nonché stimolazione immunologica e antineoplastica. Questi ruoli sono svolti dai funghi tramite la loro azione Enzimatica con azione antiossidante, azione dei polisaccaridi con attività immunomodulante e antitumorale, e azione dei metaboliti secondari.
II regno dei funghi, che comprende in realtá anche le muffe e i lieviti, vanta milioni di esemplari, ma di questi solo una parte è stata finora studiata per comprenderne le caratteristiche e le proprietá. E’ un mondo affascinante, che gli scienziati indagano non solo a scopi conoscitivi: alcune delle sostanze prodotte dal metabolismo secondario dei funghi hanno infatti proprietá medicinali, soprattutto antibiotiche (es. penicillina) molto usate dalla medicina occidentale, altre potranno forse essere impiegate nella lotta ai tumori (es. la spirolaxina con attivitá antiangiogenetica).
Attualmente l’evidenza degli effetti positivi dei funghi nel trattamento delle malattie degenerative trova sempre maggiori conferme anche da parte della medicina occidentale e sempre piú composti da essi isolati si dimostrano promettenti. In questo contesto si inserisce l’iniziativa di un gruppo di professionisti: medici, biologi, farmacisti e veterinari che hanno recentemente costituito l’Associazione Scientifica Internazionale senza fini di lucro chiamata International Mycotherapy Institute.
In campo veterinario molto interessante si presentano gli studi effettuati sul controllo dell’evoluzione del fibrosarcoma del gatto, sul controllo degli effetti collaterali dei chemio farmaci e sul rallentamento della crescita di molti tumori, e sull’effetto immunomodulante in gatti Fiv e Felv positivi.







