Cos’è

La fisioterapia ha negli ultimi anni avuto un notevole sviluppo e il suo uso nella pratica clinica risulta sempre più diffuso, tanto da diventare per noi un indispensabile strumento di completamento nella chirurgia ortopedica e neurologica e nella gestione del paziente artrosico.
Le motivazioni pratiche di questo interesse sono diverse:
- L’evoluzione e la diffusione della medicina sportiva del cane, dove la fisioterapia ha lo scopo di mantenere uno stato agonistico ottimale e permettere un recupero sportivo in tempi brevi.
- L’evoluzione della chirurgia ortopedica e della neurochirurgia che ha richiesto una assistenza sempre più specialistica del paziente post-chirurgico divenendo un completamento indispensabile alla fase chirurgica per un ottimale risultato.
- La riabilitazione del paziente artrosico favorendo il raggiungimento e il mantenimento di una qualità di vita accettabile per il paziente.
Magnetoterapia
La magnetoterapia consiste in una terapia fisica che si avvale dell’uso di campi magnetici specifici con effetti terapeutici.
La forza del campo magnetico si misura in Gauss e la frequenza in Herzt. Per magnetoterapia si intende l’applicazione di un campo magnetico a scopo terapeutico, in cui la componente di emissione sia molto bassa (0,01 Gauss= 1 microTesla), la frequenza varia da ultra-bassa 0-35 Hertz a bassa 0-300 HZ. Si pensa che diverse frequenze presentino diversi effetti biologici così un 18 Hz potrebbe determinare vasodilatazione così invece 0,5 Hz vasocostrizione.
I campi magnetici inoltre possono essere pulsanti e a frequenza variabili, così come generati dalla corrente elettrica o direttamente da dei magneti.
Una delle principali applicazioni della magnetoterapia consiste nell’ accellerare le fratture ossee o intervenire lì dove vi sia un ritardo nella riparazione ossea o una pseudoartrosi. Altre possibili applicazioni sono:
- Ferite cutanee / ulcere
- Infezioni / infiammazioni
- Spasmo muscolare / alterazioni circolatorie
- Artrosi ,Reumatismi
- Geriartria
- Stimolazione del sistema ormonale e linfatico
Ma il suo uso più interessante si esprime nel controllo del dolore tramite la sua capacità regolatrice sul microcircolo e dei potenziali elettrici di membrana.
In pratica si usano delle “coperte” magnetiche su cui si fa sdraiare il cane o il gatto per un tempo stabilito, la terapia è assolutamente indolore ma richiede diverse sedute per ottenere un beneficio. Ultimamente si utilizzano pure delle fasce o dei cappotti contenti dei magneti che permettono al cane o gatto di sottoporsi a delle terapie per un tempo maggiore o in modo continuativo.
Terapia con Biorisonanza o Terapia Quantistica
Biorisonanza

Si tratta di una evoluzione della magnetoterapia che si basa sull’uso di campi magnetici variabili (pulsanti) a bassa intensità e con certi ritmi utilizzando frequenze biologiche.
Per “quanto” si intende la più piccola quantità di En proveniente dai raggi elettromagnetici ed è la scoperta di due fisici (Dertinger e Kruglikov) a rilevare che le cellule utilizzano il rumore come risorsa di energia, per i processi guidati dalle informazioni basate su finestre a frequenza stabilita (biologica). I campi magnetici minimali, utilizzando i cosiddetti fenomeni di risonanza, generano effetti terapeutici di massimo livello. Al centro della comunicazione delle cellule sono presenti frequenze biologiche caratteristiche incluse nel segnale di rumore.
Affinchè si ottengano effetti benefici il sistema di risonanza quantistica non deve produrre onde artificiali in particolare onde seno. Il fenomeno più importante che si verifica in un tessuto biologico esposto ad un campo magnetico di biorisonanza è l’insorgenza di micro correnti indotte, che polarizzano i biopolimeri (macromolecole proteiche) ristabilendo il giusto potenziale elettrico delle cellule e la cinetica enzimatica, integrando così la funzione tessutale, il tutto utilizzando frequenze biologiche (a differenza della tradizionale magnetoterapia)
Effetti:
- Migliore funzionalità delle membrana cellulare
- Azione sui mediatori chimici (endorfine, prostaglandine)
- Organizzazione della sostanza fondamentale ossea
- Aumento del flusso sanguigno ed incremento della vascolarizzazione
In campo umano questa terapia si è rilevata molto utile nel paziente affetto da Parkinson e Alzheimer e sclerosi multipla, presentandosi interessante anche in campo veterinario per alcune patologie neurologiche di origine centrale e non.
Questa terapia è assolutamente priva di effetti collaterali, non causa sensazioni sgradevoli di alcun tipo al cane o gatto e richiede cicli mono o bisettimanali di 20 minuti circa per un totale di almeno 8 sedute.
Elettrostimolazione
L’ Elettrostimolazione è una pratica comune in fisioterapia e consiste nello stimolare un muscolo o un nervo utilizzando stimoli elettrici di intensità variabile. La sua efficacia è stata provata nel migliorare l’ampiezza del movimento, la forza e il tono muscolare, nella rieducazione muscolare, nella correzione di anomalie strutturali, nel ridurre l’edema e lo spasmo muscolare. Esistono diversi tipi di Elettrostimolazione, la maggior parte dei quali lavora con delle placche di varia grandezza che vengono posizionate sulle fasce muscolari da trattare. La maggior parte degli apparecchi in commercio contiene già dei programmi predefiniti che ne permettono anche l’utilizzo da parte del proprietario a casa. Importante è che il veterinario curante scelga il programma più appropriato per il paziente e la localizzazione su cui appoggiare le placche. Cura deve essere posta nello scegliere l’intensità che è variabile a seconda della condizione patologica da trattare, cani con iperestesia devono essere trattati con intensità bassissime mentre cani paraplegici richiedono intensità molto elevate. Come riferimento empirico si consideri adeguata quella intensità che sia ben tollerata dal cane, che permette una visibile attività muscolare con lieve interessamento motorio dell’estremità dell’arto trattato.
Il mantello del cane al di sopra della zona da trattare deve essere tosato per diminuire l’impedenza e la cute pulita con alcool, è consigliabile pure l’uso di gel per aumentare la conducibilità elettrica. Sarà necessario localizzare il punto motorio (il sito in cui il nervo motorio penetra nel muscolo) in modo da ottenere una contrazione adeguata con il minimo di corrente così da limitare al massimo il disagio.
Durata e Frequenza del trattamento:
Generalmente si consigliano 20 minuti 3-7 volte alla settimana per un periodo che può variare da poche settimane a diversi mesi.
Principali impieghi:
- Nel periodo post- operatorio lì dove è richiesta una immobilizzazione
- Atrofia muscolare
- Potenziamento selettivo di uno o più muscoli
Controindicazioni:
- Stimolazione diretta sul cuore o sul midollo
- In soggetti epilettici
- In corrispondenza di aree con vasculopatie, patologie infettive e neoplastiche
- In corrispondenza dei seni carotidei
Elettroagostimolazione
L’ Elettroagostimolazione si differenzia dalla classica Elettrostimolazione perché al posto di elettrodi vengono utilizzati sottili aghi di agopuntura. I vantaggi sono molteplici dalla maggiore comodità soprattutto importante in cani di taglia piccola o in gatti ,così che l’ago “non si sposta”, alla possibilità di lavorare su piccoli muscoli denervati o patologici. E’ possibile fare una Elettrostimolazione neuromuscolare stimolando a bassissima intensità il decorso di alcuni nervi principali offesi e stimolarne la riparazione. Questo tipo di stimolazione deve sempre essere effettuata sotto controllo veterinario poiché se il cane ha conservato la sensibilità può causare dolore e se l’ha persa può a intensità troppo elevata essere dannosa per il nervo stesso.
L’ Elettroagostimolazione offre inoltre anche il vantaggio che gli aghi possono essere collocati in punti precisi di agopuntura così da determinare una stimolazione elettrica del punto e combinare così anche i benefici dell’agopuntura.
Tens
La Tens o l’ Elettrostimolazione nervosa transcutanea, consiste in una stimolazione a bassissima intensità così da determinare un eccitamento delle terminazioni nervose cutanee e bloccare così lo stimolo doloroso. Si tratta quindi di una terapia antidolorifica non accompagnata da attività muscolare e percepibile dal paziente come un leggero solletico.
Si presta molto nel controllo del dolore post-chirurgico o di tipo artrosi, nella forte contrazione muscolare anche per la su azione rivascolarizzante.
Idroterapia
L’idroterapia consiste in un esercizio in acqua. E’ importante ricordare che l’acqua deve essere sempre calda e pulita per evitare complicazioni muscolari e cliniche da freddo, per rendere più confortevole l’esercizio in acqua da parte del paziente e per evitare infezioni facilmente trasmissibili.
L’esercizio in acqua sfrutta il minor peso gravante del paziente per poter lavorare senza carico, questo rende meno doloroso e più agevole il movimento in corso di patologie a rischio algico o lesioni ortopediche che non permettono già il carico e protegge anche la colonna vertebrale in caso di patologie spinali.
Il nuoto inoltre è un movimento completo di tutto il corpo stimolando la muscolatura, la coordinazione, e sfrutta anche la resistenza offerta dall’acqua stessa.
L’idroterapia comprende il nuoto assistito, l’acqua-walking, il treadmil in acqua, esercizi attivi e passivi eseguiti tramite l’operatore.
Idroterapia in piscina
Quando e’ possibile l’idroterapia?
- Nel recupero del paziente neurologico
- In ortopedia per potenziare un gruppo muscolare atrofizzato dopo una immobilizzazione
- In medicina sportiva per aumentare la resistenza e il tono muscolare
E’ possibile fare l’idroterapia a casa?
Il movimento in acqua è un esercizio molto complesso poiché bisogna gestire anche l’aspetto psicologico del paziente e influenza molto il livello di gradimento dell’acqua da parte del cane. Non raramente succede che il cane preso dal panico compia movimenti esagerati e pericolosi senza badare al dolore del momento. E’ necessario per questo sempre la presenza di un medico esperto che sappia gestire il paziente e sia in grado di trovare il modo migliore per ottenere i risultati desiderati. In casi non a rischio il proprietario può assistere ad alcune sedute ed essere così educato dal fisioterapista su come fare con il proprio cane così da poter poi proseguire a casa.
Esercizi Attivi e Passivi
Esercizio passivo
Il Movimento Passivo consiste nella mobilizzazione passiva di una articolazione.
I vantaggi sono:
- Riduzione di aderenze fra tessuti
- Promozione di una normale dinamica articolare
Questa tecnica è semplice ma necessita di esperienza e pazienza, deve essere eseguito lentamente, con delicatezza e senza mai superare la normale escursione articolare, inoltre queste manovre non devono mai essere dolorose. Il movimento deve essere fluido e continuo e deve rispettare il movimento fisiologico delle articolazioni.
Se ben istruito dal fisioterapista è possibile anche far eseguire questi movimenti a casa direttamente dal proprietario. Sono necessarie almeno due sedute giornaliere per ottenere nel tempo dei risultati.
Il Movimento Attivo permette il mantenimento di una omeostasi articolare grazie allo stress da carico.
Gli scopi principali sono:
- Migliorare la circolazione ematica e linfatica
- Migliorare la capacità propriocettiva
- Aumentare gradualmente la mobilità e gli stress da carico a livello articolare
- Prevenire contrazioni muscolari e aumentare il tono e la forza muscolare
Tra gli esercizi attivi sono compresi principalmente degli esercizi che sfruttano la stimolazione di alcuni riflessi per ottenere delle contrazioni e dei movimenti volontari con e senza il carico.
Nell’ambito degli esercizi attivi sono altresì compresi: il nuoto, il treadmill.
Treadmill o Tapis Roulant
Il treadmill consiste in un esercizio attivo in cui si costringe il paziente a camminare su un tappeto in movimento. Questo tipo di esercizio va sempre eseguito sotto controllo del veterinario fisioterapista in quanto può essere molto impegnativo.
Nel treadmill vanno adeguate velocità e pendenza e tempi in base al tipo di andatura che si desidera imporre. In alcune patologie come in quelle spinali può richiedere di una assistenza specifica per educare il paziente a compiere il movimento.
Tapis Roulant per il Cane
Vantaggi: questo tipo di esercizio ha il vantaggio principale in fisioterapia di stimolare la propriocezione e la coordinazione tramite la costrizione ad una andatura costante e ripetuta e la variazione della velocità impone un adeguamento del paziente con notevole impegno della coordinazione.
In medicina sportiva è uno degli strumenti più usati per l’ allenamento del cane imponendo una andatura costante di trotto dopo un adeguato riscaldamento al passo. Anche in questo settore è però necessario seguire un programma sportivo mirato e individualizzato per non sottoporre il cane a rischi di strappi muscolari o infiammazioni articolari dovuti ad un uso sproporzionato.
In medicina riabilitativa l’uso del tredmill risulta molto utile per stimolare la propriocezione e la coordinazione. Per evitare rischi di carico dopo un intervento di ortopedia o per alleggerire il passo in soggetti neurologici è consigliabile sospendere ad altezze stabilite il soggetto tramite un sospensore ancorato ad una struttura fissa in modo da permettere il passo con un carico controllato.
Protesi e Carrellini
Il vostro cane o gatto ha dei problemi a camminare si trova in una condizione di paralisi o paraplegia per cui non riesce più ad alzarsi sugli arti posteriori?
Oggi questi animali non devono più essere soppressi o abbandonati a se stessi o alle cure improvvisate dei loro amorevoli proprietari. In questa clinica è possibile avere un colloquio con il fisioterapista che valuterà attentamente i problemi motori del vostro amico e saprà consigliarvi il sostegno meccanico migliore per ritornare ad una vita dignitosa.
I cani completamente paralizzati sugli arti posteriori o incapaci di sostenere da soli il loro peso hanno oggi la possibilità di essere aiutati con dei carrellini.
In commercio esistono vari tipi di carrellini che si differenziano per materiali e caratteristiche tecniche, fondamentale per tutti è la leggerezza e la stabilità dettata da un buon bilanciamento. Generalmente sono fatti su misura e si consiglia di provarli direttamente presso il veterinario in modo da poter effettuare eventuali modifiche e consigliare meglio il proprietario su come gestire il suo amico in difficoltà.
Dopo un periodo di adattamento che può essere di 1 minuto fino a 1 mese a seconda delle condizioni fisiche del cane e dell’atteggiamento psicologico, l’animale può condurre con il suo carrellino una vita quasi normale. Uscire al passeggio in città come nei boschi non è più problema per lui e anche le funzioni come urinare e defecare sono possibili stando sul carrellino. L’unica attenzione da avere è di tenere il cane sul carrellino per un periodo adeguato alle sue condizioni fisiche che può essere da 1 ora fino anche 4 ore consecutive.
Poiché le immagini dicono più di mille parole qui di seguito mostriamo due tipi di situazioni di cani che vivono con un carrellino.
Il primo si chiama Ciro ed è un cane con conservate attività motorie con gli arti posteriori ma che non ha la capacità di sostenere il suo peso e per lui è ideale un carrellino così detto per cane deambulanti.
Il secondo filmato riguarda cani che non hanno più alcuna capacità motoria sugli arti posteriori e si spostano con il treno posteriore solo grazie al carrellino per cani paralizzati.







